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Violon d’Ingres. Passioni e ossessioni private, in mostra a Villa Medici

di - 17 Dicembre 2018
Avere un “violon d’Ingres” significa coltivare una passione subalterna alla propria attività principale, praticata lontano dai riflettori, in uno spazio intimo e privato. L’espressione, resa celebre anche grazie alla nota fotografia di Man Ray così intitolata, trae origine concretamente dall’attitudine di Jean-Auguste-Dominique Ingres, storicamente consacrato come pittore e disegnatore, il quale portò avanti per tutta la vita una ricerca musicale di altissima qualità, espressa in particolare nella sua attività di violinista. Ed è proprio il violino di Ingres che materialmente ci accoglie all’ingresso della mostra visitabile a Roma negli spazi di Villa Medici dal primo novembre 2018 al 3 febbraio 2019.
L’esposizione “Violon d’Ingres”, curata da Chiara Parisi in dialogo con l’artista Christian Boltanski, ha come oggetto le passioni e le ossessioni segrete di importanti personaggi letterari, del cinema, del teatro e delle arti visive. La mostra si apre con uno spaccato sulla ricerca pittorica di Victor Hugo, presentata in una selezione di inchiostri di raro pregio che delineano atmosfere misteriose, condensazioni della carica visionaria di questo incredibile autore. Vi si affiancano i disegni di Louise Michel, scrittrice e anarchica francese che intrattenne con Hugo un carteggio regolare, ed una fotografia di Patti Smith raffigurante lo studio dello scrittore. Da un taglio prevalentemente monografico si passa a un ritmato susseguirsi di pezzi eterogenei: dalle suggestioni fotografiche del regista Abbas Kiarostami alla produzione cinematografica di Samuel Beckett fino all’hanging chair di Robert Wilson, parte della scenografia dello spettacolo The Life and Times of Sigmund Freud. Quest’ultimo sarà nuovamente presente nel percorso espositivo con un tableau vivant concepito come una citazione della Mademoiselle Rivière di Ingres, impersonata da Lady Gaga. Seguono i dessins ecrits di Antonin Artaud che si alternano all’arlecchino di Guillaume Apollinaire lasciando poi spazio alla serie di voluttuosi disegni di Federico Fellini. La figurazione erotica continua nelle sinuose linee dei disegni di Sergueï Mikhailovich Eisenstein, riaffermandosi negli schizzi di Pierre Guyotat e con Pierre Klossowski, trovando una silenziosa pausa solo nelle litografie di Nelson Mandela, dalla carica fortemente politica. I disegni e dipinti di Pier Paolo Pasolini evidenziano l’importanza delle arti figurative nella sua produzione cinematografica, nel nome dell’imprescindibile contaminazione interdisciplinare affermata nel corso della mostra e che persiste nella proiezione film dello scrittore Jean Genet, e nella serie di polaroid di Patti Smith. Grande spazio è riservato alla pittura nelle incredibili opere di Etel Adnan, Arnold Schönberg e Carlo Levi.
La mostra si conclude con un focus sul cinema d’autore: nella sala cinema di Villa Medici vengono proiettate le produzioni di Christian Boltanski, Jean Cocteau, Sacha Guitry, Chris Kraus e René Magritte; sulle pareti della sala sono esposte le litografie di David Lynch. La produzione di Chantal Akerman è invece presentata all’interno dell’Atelier Balthus. (Gaia Bobò)
In home: Violon d’Ingres. Copyright: Montauban, Musée Ingres Photographe : cliché Guy Roumagnac Victor Hugo Trumeau pyrogravé, 1859 980 x 520 mm Courtesy Fonds de dotation Jean-Jacques Lebel En vitrines : sélection de dessins de Victor Hugo (© Bibliothèque nationale de France, Paris ; Maison de Victor Hugo, Paris)
In alto: Opere a parete: David Lynch Someone is in my House, 2014 lithographie 126 x 168 cm © Item éditions David Lynch I take you to my House, 2013 lithographie 126 x 168 cm © Item éditions David Lynch My House is on Fire – Modern Device, 2017 lithographie 126 x 168 cm © Item éditions David Lynch Crude Oil, 2014 lithographie 126 x 168 cm © Item éditions Opera proiettata: René Magritte Masques, octobre 1956-mars 1957 film super 8 5 min. 25 sec. © Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique

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