Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la mostra "What we want" di Francesco Jodice.
L’Aeroporto di Napoli, in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre e l’Associazione Amici del Madre, ha appena inaugurato la mostra What We Want di Francesco Jodice. L’esposizione, situata strategicamente nella sala imbarchi, prosegue il percorso di integrazione tra eccellenze museali e spazi infrastrutturali, trasformando l’attesa del viaggio in un momento di riflessione sulla contemporaneità.
Avviato da Francesco Jodice nel 1996 e tuttora in corso, il progetto What We Want si compone come un atlante geopolotico che raccoglie testimonianze visive da oltre 170 metropoli sparse nei cinque continenti. Alla base di questa ricerca vi è la convinzione che il paesaggio urbano non sia un dato architettonico statico ma la proiezione fisica dei desideri e delle paure collettive.
All’interno degli spazi dell’aeroporto di Napoli, il pubblico potrà dunque confrontarsi con quattro opere fondamentali entrate recentemente nella collezione permanente del Madre grazie al bando Strategia Fotografia 2024 della DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Gli scatti selezionati, che spaziano dalle densità di São Paulo e Hong Kong alle atmosfere di Punta del Este e Aral, restituiscono una visione della città come organismo dinamico, perennemente attraversato da correnti economiche e sociali.
L’operazione si distingue inoltre per una forte impronta pedagogica: coerentemente con l’idea di Jodice di “arte come poetica civile”, la mostra è stata preceduta e accompagnata da un laboratorio performativo che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno.
Sotto la guida di Jodice e della curatrice Eva Fabbris, i ragazzi hanno affrontato un percorso di lettura critica dell’immagine, culminato in un intervento diretto nello spazio espositivo: sono stati proprio gli studenti a trascrivere sul wallpaper della mostra i testi geopolitici che dialogano con le foto. Questo processo sposta il baricentro dell’opera dalla mera contemplazione alla partecipazione, trasformando i giovani della zona aeroportuale in mediatori culturali attivi.
L’iniziativa si inserisce in un protocollo di intesa più ampio tra GESAC – la società di gestione dello scalo napoletano – e la Fondazione Donnaregina. Come sottolineato da Angela Tecce, Presidente della Fondazione, l’aeroporto rappresenta un luogo di scambi e relazioni internazionali ideale per ospitare la ricerca di Jodice, artista napoletano di fama mondiale il cui lavoro è stato esposto in istituzioni come la Tate Modern e il Museo del Prado.
Per la direttrice del Madre, Eva Fabbris, l’ingresso di queste opere in collezione e la loro presentazione pubblica rafforzano una linea di ricerca museale attenta alle pratiche capaci di interrogare il presente. Un’opinione condivisa da Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC, che vede nell’investimento sul “capitale umano” e nel coinvolgimento delle scuole un modo concreto per rafforzare il legame tra l’aeroporto e la comunità locale, favorendo inclusione e consapevolezza civica.
Il Volto Santo torna nel Tempietto del Civitali a Lucca dopo il restauro: recuperata la policromia originaria e confermata la…
Fosbury Architecture e Claire Fontaine trasformano la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in un laboratorio interattivo, in corso…
Fino all'11 ottobre il Teatro Ristori presenta Frida Kahlo. A Revolutionary Life, un viaggio immersivo tra immagini, musica e memoria…
Nel Regno Unito, nasce un museo mobile permanente: un avveniristico tir progettato dall'architetto Ab Rogers, che porterà i capolavori dei…
Se il flusso costante della comunicazione digitale distrugge l'informazione e la forma della realtà, la soluzione potrebbe essere l’elettroclastia, ovvero…
Il Museo Canova di Possagno e Fondazione Italia Patria lanciano una raccolta fondi per il restauro di tre bassorilievi in…