Film stills from “Tide of Returns”, Groote Eylandt, 2025. Ph: Britten Syd Andrews - Courtesy TBA21 Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Madrid
In occasione della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Untitled Association vi accompagna alla scoperta di una serie di mostre, eventi e iniziative da vedere, con itinerari pensati per professionisti del settore, appassionati d’arte o semplici curiosi, tra musei, spazi istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti.
Oggi si parte dal quartiere Dorsoduro con la Peggy Guggenheim Collection, l’Accademia di Belle Arti e Lo Studio – Nadja Romain, si prosegue con Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano, la Pinault Collection di Palazzo Grassi e la Galerie Negropontes. Ci spostiamo in zona Cannaregio per il Berggruen Institute Europe a Palazzo Diedo e concludiamo in zona Castello con la fondazione Ocean Space e la galleria Mare Karina.
Il percorso inizia in zona Dorsoduro con una serie di mostre presso la Peggy Guggenheim Collection, l’Accademia di Belle Arti e Lo Studio di Nadja Romain.
La Peggy Guggenheim Collection presenta la prima e più grande mostra mai realizzata in ambito museale, volta a celebrare l’avventura londinese di Peggy Guggenheim e della sua prima galleria, la Guggenheim Jeune, attiva a Londra tra il 1938 e il 1939. L’esposizione nasce dall’intenzione di esaminare uno dei momenti che contribuirono a definire Peggy Guggenheim come collezionista e mecenate, mettendo in evidenza la rete di influenze e amicizie – da Marcel Duchamp a Mary Reynolds a Samuel Beckett – che ne plasmarono la visione.
Attraversiamo il Ponte del Formager e procediamo verso la Fondamenta Zattere Allo Spirito Santo, dove troviamo la sede dell’Accademia di Belle Arti. Negli spazi espositivi del Magazzino del Sale 3 essa ospita l’inaugurazione di XIV Steps, personale di Pedro Cabrita Reis, a cura di Luca Berta e Michael Shor. La pratica di Pedro Cabrita Reis presenta soluzioni formali diversificate e si traduce non di rado in grandi e complesse installazioni, pur non avendo mai smesso di considerare la pittura come fulcro del proprio lavoro. XIV Steps è un ciclo di 14 dipinti a dittico ispirati alle Stazioni della Via Crucis, un tema la cui risonanza va ben oltre le sue origini teologiche. Segnaliamo per la giornata di domani, 5 maggio, alle ore 11, presso la Sede centrale dell’Accademia, nell’aula magna 7bc, l’incontro pubblico, aperto a tutti, dell’artista e dei curatori della mostra con gli studenti dell’Accademia.
Percorriamo la Fondamenta fino a Ponte Longo, dove si trova Lo Studio – Nadja Romain. Qui inaugura Afterstone, personale di Su Yu-Xin, che debutta con 19 nuovi dipinti nati dallo studio delle tradizioni alchemiche occidentali e cinesi. Negli ambienti storici di Lo Studio le opere si dispongono in uno stato di calma in cui emergono conchiglie, lumache e frammenti di memoria personale come se fossero stati portati alla luce. Mescolando la storia elementale con reliquie provenienti da una dimensione intima, Yu-Xin esplora lo spazio in cui convergono materia e memoria. La mostra è realizzata in collaborazione con la galleria Albion Jeune di Londra.
Si prosegue con Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano, la Pinault Collection di Palazzo Grassi e la Galerie Negropontes.
A Ca’ Rezzonico, grazie collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona, è possibile ammirare una selezione di opere di Francesco Guardi, assieme a un nucleo di fogli provenienti dai fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe, in un dialogo tra pittura e grafica volto ad approfondire il percorso creativo di uno degli artisti che hanno contribuito a consolidare l’importanza e la specificità della pittura veneziana nel Settecento. Databili tra il 1770 e 1790, le opere di Guardi del Museo Gulbenkian sono una straordinaria testimonianza dello stile dell’artista, fatto di pennellate allusive e di proporzioni liberamente sfalsate che producono vedute in cui la struttura prospettica appare elastica.
In Campo Santo Stefano la Pinault Collection, nella sua sede a Palazzo Grassi, ospita due esposizioni personali. La prima, intitolata The Promise of Change, è dedicata a Michael Armitage, una delle voci più singolari e riconosciute della pittura contemporanea. Navigando tra racconti ispirati al reale e visioni oniriche, il lavoro di Michael Armitage (nato a Nairobi nel 1984) affronta temi delicati della nostra epoca, tra cui le tensioni sociopolitiche, la violenza, le ideologie seducenti e la crisi migratoria globale. I suoi dipinti si aprono con sensibilità e acutezza critica verso una riflessione più ampia sull’identità, sulla memoria e sul senso dell’umanità. La mostra, a cura di Jean Marie Gallais, è stata realizzata in collaborazione con Serpentine Galleries, Hans-Ulrich Obrist, Caroline Bourgeois e Michelle Mlati.
La seconda personale è invece incentrata sull’opera di Amar Kanwar, nato a Nuova Delhi nel 1964, riconosciuto dalla critica a partire dagli anni Novanta per i suoi film e le opere multimediali che esplorano la politica del potere, della violenza e della resistenza. Co-travellers ospita l’installazione The Torn First Pages (2004-2008), che documenta, attraverso la pratica di archivio, le forme della lotta per la democrazia in Birmania. Viene inoltre presentata The Peacock’s Graveyard (2023), opera video più recente dell’artista, che fonde musica, immagini e testi.
Segnaliamo altre due mostre della Pinault Collection, presso la sede di Punta della Dogana: Third Person, personale a cura di Emma Lavigne dell’artista e fotografa statunitense Lorna Simpson; e Algebra, una mostra incentrata sull’opera di Paulo Nazareth, artista brasiliano, curata da Fernanda Brenner.
Poco distante dalla Basilica di Santa Maria dei Frari, la Galerie Negropontes ospita un’importante mostra dedicata a Constantin Brancusi. Reflection on Brancusi, Venice nasce in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita dello scultore romeno, all’interno di un ciclo espositivo articolato tra Parigi e Venezia. La mostra si sviluppa su tre livelli e si articola attorno alle fotografie di Dan Er. Grigorescu, dedicate alle opere di Brancusi, messe in relazione con le creazioni di artisti contemporanei rappresentati dalla galleria.
Questo dialogo mette in luce la persistenza di un pensiero scultoreo fondato sulla purezza delle forme, sulla tensione delle linee, sul rapporto con la materia e con lo spazio. Attraverso questo percorso, la Galerie Negropontes propone una rilettura dell’eredità di Brancusi, non come un monumento immobile, ma come un pensiero vivo, in costante risonanza con la creazione contemporanea e posto in relazione con le architetture di Carlo Scarpa.
La prossima tappa è il Berggruen Institute Europe, che ospita due inaugurazioni nella sua sede di Palazzo Diedo in zona Cannaregio. Concludiamo poi in zona Castello con la fondazione Ocean Space e la galleria Mare Karina.
Lungo percorso per Palazzo Diedo, potrete facilmente incrociare, in Ponte Pesaro, la sede veneziana della Galleria Lorcan O’Neill dove viene oggi inaugurata una mostra personale dell’artista statunitense di origini tedesche Kiki Smith dal titolo Alice.
Il Berggruen Institute inaugura il progetto collettivo Strange Rules, a cura di Mat Dryhurst, Holly Herndon e Hans Ulrich Obrist con Adriana Rispoli. L’esposizione introduce il concetto di Protocol Art, una pratica che si confronta con le regole sottese che determinano le modalità di produzione, distribuzione e percezione della cultura nell’era digitale. Tali regole si manifestano frequentemente sotto forma di algoritmi, modelli di intelligenza artificiale, protocolli informatici, piattaforme e diverse infrastrutture tecnologiche. La Protocol Art non si limita a utilizzare questi strumenti, ma li espone, li analizza e li trasforma in materia artistica.
Lo spazio presenta contemporaneamente la mostra Unfinished dell’artista concettuale britannica Ceal Floyer, nata nel 1968 e scomparsa nel dicembre dello scorso anno. Composta da video, fotografia, installazioni sonore, ready-made e sculture, la mostra rispecchia la poetica di Floyer, che impiega spesso un umorismo derivante da slittamenti del punto di vista, giochi di parole, doppi sensi e un’interpretazione paradossale del quotidiano.
Alla fondazione Ocean Space la mostra Tide of Returns, a cura di Khadija von Zinnenburg Carroll, si basa sulla ricerca artistica di Repatriates Collective, gruppo composto da artiste e artisti provenienti dal Pacifico del Nord dell’Australia, dall’Africa Meridionale e Occidentale, dall’Europa e dall’America Latina. Entrando in dialogo con le cosmovisioni indigene e con il potere modellante dell’acqua, le opere esposte esplorano la possibilità di superare certe forme di violenza culturale, sociale e ambientale.
Nella prima navata, il Repatriates Collective accoglie il pubblico con From My Mother’s Country, un’installazione immersiva che combina vari elementi: sabbia, migliaia di figure realizzate in conchiglia e tessuto, video e suono. La mostra prosegue con Weaving Connections, installazione dell’artista tedesco-boliviana Verena Melgarejo Weinandt, parte di un lungo percorso nello sviluppo di una serie di ricerche e film performativi che esplorano il modo in cui l’immaginario culturale di massa in Germania ha rappresentato e interpretato le popolazioni indigene.
Poco distante, la galleria Mare Karina inaugura la prima mostra personale in Italia dell’artista francese Hanna Rochereau. Data Divas trasforma gli spazi espositivi in un archivio compresso in cui corpi, dati analogici e resti di un passato fabbricato vengono silenziosamente messi sotto pressione. La pratica di Rochereau si muove tra pittura, installazione, pratica d’archivio. Protagonisti della mostra sono assemblaggi di manichini, allo stesso tempo glamour ed esausti, che riecheggiano come archivisti in posa, incarnando un presente in cui gli archivi operano simultaneamente come spazi di cura, di produzione di conoscenza e di soft branding, dove la ricerca viene continuamente tradotta in narrazioni, metriche e visibilità. L’archivio appare dunque come un campo smaterializzato: esso non è più un bene patrimoniale stabile, bensì viene immaginato come una zona speculativa.
Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro, 701
guggenheim-venice.it
@guggenheim_venice
+39 041 2405 411
Peggy Guggenheim in London: The Making of a Collector
Group show organised by Gražina Subelytė and guest curator Simon Grant
25.04 → 19.10.2026
Accademia di Belle Arti di Venezia
Dorsoduro 264
accademiavenezia.it
@abavenezia
At Magazzino del Sale 3
XIV Steps
Pedro Cabrita Reis project with Luca Berta and Michael Short
04.05 → 22.11.2026
Lo Studio – Nadja Romain
Dorsoduro 928
lostudio-nadjaromain.com
@lostudio_nadjaromain
+ 44 7557 968304
Afterstone
Su Yu-Xin
solo show
04.05 → 18.07.2026
Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano
Dorsoduro, 3136
carezzonico.visitmuve.it
@visitmuve
+39 041 2410100
I Guardi di Calouste Gulbenkian
Francesco Guardi
solo show
→ 08.06.2026
Pinault Collection
Palazzo Grassi – Campo San Samuele, San Marco, 3231
Punta della Dogana – Dorsoduro, 2
Teatrino di Palazzo Grassi – San Marco, 3260
pinaultcollection.com
@palazzo_grassi
+39 041 2401 308
At Palazzo Grassi
The Promise of Change
Michael Armitage solo show curated by Jean-Marie Gallais, with Hans-Ulrich Obrist, Caroline Bourgeois and Michelle Mlati
29.03 → 22.11.2026
Co-travellers
Amar Kanwar solo show curated by Jean-Marie Gallais
29.03 → 22.11.2026
At Punta della Dogana
Third Person
Lorna Simpson solo show curated by Emma Lavigne
29.03 → 22.11.2026
Algebra
Paulo Nazareth solo show curated by Fernanda Brenner
29.03 → 22.11.2026
Galerie Negropontes
Dorsoduro, 3900
negropontes-galerie.com
@galerie_negropontes
+39 344 726 9384
Reflections on Brancusi
Constantin Brancusi solo show
26.03 → 18.12.2026
Galleria Lorcan O’Neill
Ponte Pesaro, Santa Croce, 2074
lorcanoneill.com
@gallerialorcanoneill
+39 06 6889-2980
Alice
Kiki Smith solo show
04.05 → 21.09.2026
The Berggruen Institute Europe
Palazzo Diedo – Fondamenta
Trapolin, Cannaregio, 2386
Casa dei Tre Oci – Fondamenta Zitelle, Giudecca, 43
berggruenarts.org
@berggruendiedo
At Palazzo Diedo
Strange Rules
Group show conceived by Mat Dryhurst, Holly Herndon, and Hans Ulrich Obrist curated in collaboration with Adriana Rispoli
04.05 → 22.11.2026
Unfinished
Ceal Floyer solo show curated by Ann Gallagher and Jonathan Watkins
04.05 → 22.11.2026
At Casa dei Tre Oci
The-exchange-value-of-language- has-fallen-to-zero
Joseph Kosuth
solo show curated by Mario Codognato and Adriana Rispoli
29.03 → 22.11.2026
Ocean Space
Chiesa di San Lorenzo
Campo San Lorenzo, Castello 5069
ocean-space.org
@oceanspaceorg
Tide of Returns
Group show curated by Khadija von Zinnenburg Carroll
28.03 → 11.10.2026
Nature Speaks. Listening for Rights of Nature in Venice and Europe
Group show curated by Pietro Consolandi and Amalia Rossi
28.03 → 11.10.2026
Mare Karina
Campo de le Gate, Castello, 3200
marekarina.com
@mare_karina
+39 329 2580978
Data Divas
Hanna Rochereau solo show
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