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Viva, libera finalmente. A Marsiglia, Borondo ridà voce a due autori censurati dal nazismo

di - 22 Ottobre 2018
Il teatro si affida alle mani senza paura dell’artista Gonzalo Borondo, per ridare voce a due opere di “musica degenerata” rimesse in scena a Marsiglia per il Festival Musiques Interdites in collaborazione con Federica Terracina e TeatrInGestAzione. Sono le opere Sancta Susanna, di Paul Hindemith, risalente al 1922 e bandita dal regime nazista, e Sodom and Gomorrah,  opera del 1962, lasciata incompiuta da Karl Amadeus Hartmann che, durante gli anni della dittatura, fu duramente ostacolato. Messa in scena il 21 ottobre nello storico Theatre Toursky di Marsiglia, l’opera Sacrilège rappresenta l’esordio di Borondo sulla scena teatrale. L’artista raccoglie la sfida articolando lo spazio in cui le note prendono forma su più livelli, tra veli e cancelli, immagini e segni. Una dimensione in cui la materia musicale si fa forma, così come le reazioni che hanno accompagnato l’impossibilità della diffusione. E l’urlo diventa vero e accompagna lo spettatore come un colpo al cuore, durante la visione.
Il lavoro dell’artista, in questo caso scenografo ma anche direttore di scena, tramuta lo spazio in tempo. Tempo fisico, solido, che scorre e impatta e colpisce le nostre vite incapaci di sottrarsi a questo evento. Le scene si sollevano, togliendo aria alla musica e, allo stesso tempo, lasciandola in pace. Lasciandola accadere, finalmente. Ed è proprio questa attesa, ingiusta e infelice, che viene infranta e liberata come nel volo impetuoso di un uccello che muove per la prima volta le ali, rischiando in ogni momento di cadere. Un’esperienza precaria, nuova, instabile, che viene messa al centro dall’artista per stringere il nodo che lega l’intensità compositiva e la fruizione dell’opera creativa. Finalmente libera, finalmente viva. (Mariangela Capozzi)
In home e in alto: Scenography and Art Direction by Gonzalo Borondo. SACRILÈGE opera performance at Théâtre Toursky by Musiques interdites

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