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Yoko Ono e una prima volta molto speciale in Francia. Che inizia non a caso per la festa della donna, al MAC di Lione

di - 8 Marzo 2016
Chi ci può suggerire di sussurrare pensieri ad una biglia pachinko o semplicemente di immaginare quadri leggendo poche parole? Chi dice sempre Yes? E per finirla con gli indovinelli, cosa vi suggerisce la parola Imagine? A pochi non verrebbero in mente John Lennon e Yoko Ono. Infatti a ben 83 anni la mitica Yoko, cantante, performer,  musicista,  pittrice e militante per la pace e i diritti delle donne non ha ancora detto l’ultima parola.
Ecco infatti una delle ragioni per le quali l’artista ha voluto inaugurare l’8 marzo, storica giornata della donna, la sua prima retrospettiva francese dal titolo “Lumière de l’aube”, presente fino al 10 luglio presso il Mac di Lione. Oltre 100 opere tra film, poemi illustrati, grandi istallazioni alcune immersive che vanno dal buio più pesto fino alla luce più viva, e non mancano suoni estranianti come quelli del vecchio trillo del telefono nell’ascensore che ci porta lungo i tre piani del museo in cui si estende la bellissima mostra.
E tra le sale si sente riecheggiare la dolce voce di John Lennon, che con le sue canzoni che narrano d’amore e di pace, accompagnano le opere di Ono. Che non sono certo qui per regalarci un paradiso perduto, ma piuttosto per ricordarci che violenza e soprusi sull’essere umano sono ancora lì ad infestare le nostri notti.
Tra le opere presentate, che vanno dal 1952 ad oggi,  troviamo il video della celebre performance Cut Piece con una versione del 1965 accompagnata da una molto più recente. Ma anche Instruction, di cui oltre 150 sono riunite nel libro Grapefruit pubblicato nel 1964, mentre la prima creata nel 1955 invitava ad accendere un fiammifero per guardarlo fino a che questo non si spegne naturalmente.
Spesso formulate all’imperativo, le diverse Istructions sparpagliate lungo l’esposizione lasciano comunque molto spazio all’immaginario di ognuno. Artista concettuale per Yoko Ono suggerire l’idea è più importante che realizzare l’oggetto stesso, in questo senso sono presenti molte opere interattive come quella in cui ci propone di salire su una scaletta per leggere, grazie ad una lente d’ingrandimento, la parola “Yes”.
E poi pezzi molto forti come Touch me III che ci invita ad inumidirci le dita per sfiorare pezzi di membra separati di un corpo femminile, seni, labbra o ventre: inizialmente realizzate in silicone, sono qui presentate racchiuse in cassette diverse, in marmo.
La mostra,  curata da Thierry Raspail e da Jon Hendricks, noto esperto dell’artista, presenta inoltre un ciclo di film proiettati in una sala apposita del museo. E se volete saperne di più appuntamento ovviamente sui network: yokoonopage su Facebook, @yokoono su twitter ma anche sui siti, da imaginepeace.com a mymommyisbeautiful.com.

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