Dopo il bacio tra Salvini e Di Maio sui muri di Roma, Tvboy torna con un nuovo murales a Milano e, anche questa volta, il contesto riguarda la stretta attualità del Coronavirus. Lo street artist palermitano classe 1980, al secolo Salvatore Benintende, ha pubblicato sulla sua pagina Instagram una fotografia in cui compare la sua versione del Bacio di Francesco Hayez, icona degli ideali risorgimentali e manifesto del romanticismo italiano, aggiornata agli eventi che stanno sconvolgendo – più o meno – la quotidianità in tutta Italia.
I due amanti di Tvboy, infatti, espongono le loro effusioni appassionate agli sguardi, come da tradizione iconografica, ma ben protetti da mascherine e, per di più, stringendo nelle mani due flaconi di amuchina. Due prodotti per quali, nei giorni scorsi, si è scatenata una vera caccia al tesoro, con l’immancabile corollario di meme ironici sui Social Network. Il Bacio di Hayez è poi un soggetto particolarmente caro a Tvboy, che lo ricontestualizzò anche qualche ann fa, per un’opera nei pressi della Pinacoteca di Brera.
Queste forma ha «L’amore ai tempi del CoVid 19», scrive Tvboy nel post, facendo il verso al noto romanzo di Gabriel García Márquez. Il post è completato da un video che si sofferma sui particolari dell’opera, la cui ubicazione precisa, però, non è stata rivelata. Immediato il successo, con oltre 20mila reazioni e centinaia di commenti, tra i quali un «Grande!» di Enrico Mentana, mentre tra gli hashtag compare anche #MilanoNonSiFerma. Insomma, lo spettacolo dovrà pur continuare, in un modo o nell’altro.
Non si tratta della prima opera che Tvboy dedica al tema Coronavirus. Qualche settimana fa, un altro suo murale era comparso a Barcellona e in quel caso il soggetto era la Gioconda, immortalata nell’atto di scattarsi un selfie e, ovviamente, munita di immancabile mascherina a coprire il volto. L’opera si chiama Mobile World Virus e il riferimento era al Mobile World Congress, la più importante fiera al mondo sulla telefonia mobile, che si svolge nella città catalana, cancellata per il rischio – o per la paura? – del contagio. «Con questo lavoro voglio riflettere su come la tecnologia sia un vaccino o un virus che ci rende schiavi», ha spiegato Tvboy a El Pais.
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