Colore sui muri urbani, forme, simboli, icone che invitano all’osservazione, una linea profonda – ma niente affatto invasiva – che collega l’Italia e la Francia: sono le “grandi opere” di GemellArte 2022, realizzate da Alex Pariss, in residenza a Terni, e David Pompili, a Saint-Ouen, città gemellate dal 1961. Promossa dalla casa editrice Gn Media, con il patrocinio dell’Ambasciata francese in Italia e dell’Institut français Italia, la manifestazione ha l’obiettivo non solo di rafforzare questo legame ma di ampliarlo, grazie alle possibilità espressive della Street Art. I due artisti sono stati i vincitori della doppia call internazionale promossa dal festival di arte contemporanea, a cura di Chiara Ronchini, sul versante italiano, e di Tiziana Zumbo Vital, su quello francese, e i loro lavori vanno a unirsi a quelli delle passate edizioni.
«Nuovi orizzonti sono stati tracciati, e saremo noi a disegnare le infinite possibilità », ha commentato Chiara Ronchini. «I due lavori, se pur lontanissimi l’uno dall’altro nella forma e nello stile, sono uniti da una visione interiore. I due murales invitano ad uno stop, a fermarci ad osservare, per poi saltare quell’impercettibile linea, superando ogni limite, per viaggiare liberamente, in un luogo, dove tutto è possibile», continua Ronchini.
“Il sole allo Zenit” è il titolo del murale dipinto da Pariss nel corso della residenza, svolta tra il 4 e il 14 ottobre. L’opera si trova negli spazi della “Prua sul Nera”, nella zona di via Carrara/viale Luigi Campofregoso, nel centro di Terni, e propone una rappresentazione simbolica di un’animazione, fotogramma per fotogramma, di un sole che sorge nel cielo. 17 metri per 4 di colore, valorizzati dall’illuminazione creata ad hoc dall’ASM Terni, che consente di godere del murale di Alex Pariss anche di notte, contribuendo a rendere l’area più sicura e vivibile.
«La mia prima idea è stata quella di realizzare un’opera muraria che simulasse l’effetto di una breve animazione di un’alba, fotogramma per fotogramma, utilizzando la delimitazione degli spazi già esistente, determinata dalla particolare struttura di quella parete», ha raccontato Pariss, che è nato nel 1983, a Essonne e che spesso lavora sui giochi ottici. «Poi, però, passando sotto questo ponte, ho scoperto una realtà ancora più affascinante, osservando che la posizione del sole in questo luogo produce un effetto quasi paradossale. Così ho deciso di rivedere leggermente la mia opera sfruttando questo effetto».
Nell’ambito della residenza a Saint-Ouen, David Pompili ha realizzato “Space Horizon Queen”, un colorato tributo alla regina Elisabetta II, recentemente scomparsa. «Tutto diventa pop, tutto è colore, poesie urbane, mondi e orizzonti che si incontrano, dal presente al futuro. Un viaggio pieno di emozioni e messaggi, ricco di forme e colori, pois che si scontrano come pianeti impazziti alla ricerca di un nuovo orizzonte», ha spiegato l’artista, nato a Spoleto, nel 1970. «Lei al centro della scena che vigila sul nuovo mondo e i nuovi orizzonti contemporanei, ma anche icona di stile e di eleganza che tenta di trovare un dialogo con i passanti. E sta lì, tra il vedere e il non vedere, il vigilare e il non vigilare. Che dire? La regina come icona pop c’è!», ha concluso Pompili, che in questa occasione ha lavorato con l’amico artista Holaf: «Lavoriamo insieme da molto tempo e siamo due mondi legati sempre al Pop ma messi in dialogo da esplosioni artistiche».
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