Categorie: Teatro

Dora Maar è tornata. Da Nonostantemarras

di - 10 Gennaio 2020

Nel raffinato atelier Nonostantemarras, sempre pieno di lucine anche lontano dal periodo natalizio, dopo un bicchiere di vino frizzante le maschere conducono nella sala che viene aperta per le occasioni speciali, più grezza, industriale in cui si vedono ancora i segni della sua vita precedente: ora è la potenza della serata (e degli stylist) che trasforma ogni volta l’atmosfera. Le poltrone guardano la porta d’ingresso. Federica Fracassi entra e chiude dietro di sé la porta vetrata. Una Dora Maar elegantissima, algida e passionale al tempo stesso, in lungo abito nero di tulle, con una profonda scollatura e un intreccio di trasparenze, con un soprabito smanicato e fascetta sulla fronte, tutto targato Marras. Molto lontana dal ritratto verde e spigoloso alla quale Picasso ha condannato per la Storia l’immagine della sua musa.

Henriette Theodora Marković è il nome di battesimo della fotografa di origini croate che ha passato l’adolescenza tra Parigi e Buenos Aires. Ha conosciuto sul suo corpo le grandi correnti e rivoluzioni del secolo breve: amante di Louis Chavance, George Battaille, Paul Eluard, Jaques Lacan, ma rimane nota soprattutto come “la donna che piange” ritratta e amata da Picasso:

L’ho conosciuta da bambina, nei suoi ritratti che mi impressionavano così tanto – duri verdi spigolosi come cocci di vetro, gli spilloni negli occhi, le lacrime.

Ci portavano, a noi scolari con le divise blu, cresciuti nella Spagna ancora per pochi anni del generalisimo Franco, in visita ai musei dove di Dora, sempre, c’era traccia. Non vi sto a dire perché, non è che ancora io stessa lo sappia, ma di tutte le figure di donna magnifiche, opulente, rosa e bianche, esili invece, emaciate e di certo per questo disperate, le donne di Rubens, le donne di El Greco, io nel mio grembiule pensavo che tutte le altre erano figure, dipinti. Dora invece era una donna davvero, una persona.

La descrive così Concita De Gregorio all’inizio di Dora Pro Nobis, monologo tratto dal racconto con tracce di autobiografia Malamore. La luce in sala è forte, anche perché rimbalza dai numerosi specchi su un muro. In una lettura passionale e concitata, Federica Fracassi ci fa percorrere i quasi cento anni di vita della sua eroina, messi in ombra dal rapporto con l’artista: Lamberto Curtoni che accompagna il testo con il suo violoncello, diventa la voce del pittore spagnolo, in un dialogo sonoro ma senza parole, in cui le emozioni hanno il sopravvento alla razionalità. L’amore e il suo dolore si rivelano con tutta la loro forza nel racconto di una profonda solitudine.

Tutti pensavano che mi sarei uccisa dopo il suo abbandono. Anche Picasso se lo aspettava. Il motivo principale per non farlo fu privarlo di questa soddisfazione. Non mi sono uccisa perché ero certa che lui fosse certo che lo avrei fatto. È stata la mia ultima parola, in un certo senso. Vivere ancora. Sopravvivergli.

È forse proprio la sua voglia di vita ad aver irritato Shakeel Massey, che pochi giorni fa in un raptus ha strappato la tela esposta alla Tate di Londra, nella più grande retrospettiva dedicata all’amante di Picasso.

Federica Fracassi si misura con un testo difficile, che rischia in più punti la banalità della tormentata storia d’amore. Ma riesce a trasportarci in un’altra epoca, in un altro tempo, quando le donne riescono a reagire, decidono la loro solitudine senza rammarico, affermano una identità che non dipende da un uomo, nemmeno se geniale. In una magistrale interpretazione attoriale, Fracassi mostra la femminilità, l’erotismo e l’umanità di Dora Maar, facendoci dimenticare i ritratti picassiani e liberandola dal cliché nel quale era intrappolata, presentandoci un’altra possibilità di riscatto e di memoria.

Testi tratti da Dora Pro Nobis, Concita de Gregorio.

Spettacolo visto a Nonostantemarras, 12 dicembre 2019

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

Articoli recenti

  • Attualità

Addio a Paolo Masi, maestro della Pittura Analitica italiana

È morto a 92 anni l’artista fiorentino protagonista della ricerca astratta dagli anni Sessanta a oggi. Tra materia, luce e…

7 Maggio 2026 13:37
  • Arte contemporanea

Bucarest sta diventando una buona idea per l’arte contemporanea

La giovane e vibrante scena artistica che anima la Romania emerge con il traino di RAD Art Fair: la fiera…

7 Maggio 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Monia Ben Hamouda e Lara Favaretto alla Marciana: una mostra sul sapere fragile

Alla Biblioteca Marciana di Venezia, per la Biennale d'Arte, Fondazione Bvlgari presenta un dialogo tra le opere di Monia Ben…

7 Maggio 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026: cosa vedere oggi tra mostre ed eventi collaterali

Durante la settimana di apertura della Biennale Arte 2026, una selezione di mostre, padiglioni e progetti da seguire giorno per…

7 Maggio 2026 9:30
  • Arte contemporanea

Installazioni di luce sul Canal Grande: le nuove torri di vetro di Dale Chihuly

A trent'anni dal leggendario progetto “Chihuly Over Venice”, il maestro del vetro americano Dale Chihuly torna alla fonte della sua…

6 Maggio 2026 22:12
  • exibart.prize

exibart prize incontra Nuuco

Vivo il presente come uno stato di allerta continua. Non è una metafora: il corpo reagisce prima ancora della testa

6 Maggio 2026 18:37