Foto credits: Rina Nakano, Pierluigi Muscolino
Una delle fortune collaterali che la pandemia ha portato con sé, è stata il ritorno in patria di numerose artiste che per nostalgia o casualità , hanno deciso di spendere del tempo in più nella loro terra d’origine. Alcune di loro, come la performer e ricercatrice Daniela Marcozzi, hanno pensato addirittura di portare con sé dei lavori avviati all’estero – a Berlino, tanto per cambiare – e impiantarli nel contesto italiano. Quello che sembrerebbe un transfer (nesting, come lo chiama la stessa attrice), è invece una collaborazione curata nei minimi dettagli, condotta assieme ad altre due artiste nostrane, Marta Tirabassi e Elisa Di Cristoforo, e una sfilza di performer, scrittrici, visual artists, musicisti che si interrogheranno su un unico, grande tema: il rapporto tra uomo e ambiente. Nonostante la tematica ammiccante, il progetto lanciato dal Marcozzi Contemporary Theater è molto più sperimentale e imprevedibile di quello che il titolo – “Sull’Urgenza / On Urgency” – lascia supporre: partito da una raccolta di sondaggi nei quartieri di Kreuzberg e Neukoelln nel 2020, lentamente ha esplorato con i linguaggi del teatro quello stesso tessuto urbano che si proponeva di penetrare. Ne è nata una enciclopedia di archetipi nuovi, derivanti direttamente dalle risposte degli intervistati che hanno tracciato i confini di un nuovo modo di essere-fare teatro.
Tutto ciò ha portato a due residenze artistiche svolte e co-finanziate dall’Expedition Metropolis Theater di Berlino, e ora il progetto approderà sulla costa abruzzese, spostando leggermente il raggio della ricerca sul mare. Incursioni teatrali mirate a far leva, oltre che sulla sensibilità degli ignari bagnanti, sulle dinamiche del proprio rapporto con la sopravvivenza in un mondo che, cambiando sé stesso, cambia noi. Una consapevolezza che, se c’è, come sostenuto da Marcozzi, passa necessariamente attraverso il corpo. Ascoltare le informazioni che questo produce, significa trovare le condizioni adatte all’equilibrio di quello e dell’ambiente in cui agisce (sia esso sociale, lavorativo, politico…)
Una linea di pensiero che poggia su basi scientifiche prima che artistiche, a cui la performer si è dedicata in prima persona e con pari senso critico, unendo le ricerche dei neuroscienziati Candace Pert e Antonio Damasio con quelle degli avanguardisti teatrali Jerzy Grotowski ed Eugenio Barba.
La compagnia ha anche avviato una campagna di autofinanziamento sulla piattaforma produzionidalbasso.com, per i costi di viaggio, materiale pubblicitario, spostamenti che avranno luogo dal’8 al 26 Luglio tra Città Sant’Angelo, Pineto, Silvi Marina e Pianella, luoghi in cui si terranno gli eventi gratuiti (qui tutte le informazioni). L’ambiente ideale insomma, per un teatro legato all’ambiente.
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