3 – 10 marzo 2014 | Napoleone: una storia singolare. Che oggi si fa il make-up

di - 10 Marzo 2014
J.J. Winckelman nel suo testo, Storia dell’arte dell’antichità, descrive in modo esemplare la rappresentazione del nudo nella grecità. “La rappresentazione della bellezza ebbe inizio con il bello individuale, come imitazione di un bel soggetto, […] I ginnasi e i luoghi in cui i giovani si esercitano nella lotta […] erano le scuole degli artisti che osservavano la bellezza della struttura fisica. Attraverso l’opportunità quotidiana di ammirare i nudi più belli la loro immaginazione veniva accesa, e la bellezza delle forme diventa per loro una realtà propria e reale”. Descrizione che trova massima espressione nella statua del Napoleone di Canova, ora in restauro nel cortile di Palazzo Brera. Infatti, grazie al sostegno della Bank of America Merrill Lynch 2013 Art Conservation Project, è stato possibile iniziare i lavori di di questa celebrata opera italiana. E chissà se oggi gli studenti dell’Accademia vengono accesi dalla bellezza del corpo nudo del Napoleone? Una bellezza che è principalmente una costruzione di ideali secondo determinate proporzioni. E quali possono essere le relazioni che legano questi ideali del passato alla nuove forme della modernità? Forse non è a caso che il restauro di un’opera di tale importanza sia restaurata sotto gli occhi di chi determinerà i canoni estetici del futuro. In questo senso il restauro può essere punto di partenza di una riflessione più ampia. Come si declina la bellezza nell’estetica contemporanea? Il Napoleone così diventa argomento di attualità, un’occasione in più per questi giovani artisti di dettare, spiegare, declinare le corrispondenze tra il nuovo e il vecchio.

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