THAT’S STORIES

di - 17 Luglio 2017
In ogni città vi sono luoghi che spesso dimentichiamo, luoghi della memoria, spazi del ricordo, fondamentali nel loro racchiudere molteplici storie desiderose solo di essere raccontate.
Il progetto “La cittadella dell’Arte”, curato da Rossella Farinotti e supervisionato dal direttore della Cittadella degli archivi, Francesco Martelli, nasce nel 2015 proprio con l’intento di ridar voce e vita a questo luogo, ossia, uno dei centri d’archiviazione più importanti della città di Milano. Come ricordato dal sindaco Giuseppe Sala, nel momento inaugurale: «La Cittadella degli archivi, per quanto situata nella zona periferica di Niguarda, ha un ruolo centrale nel suo essere custode della memoria di questa città e, ora più che mai, per la città».
La Cittadella dell’Arte, installation view, presso La Cittadella degli archivi di Milano, 2017
Primo di una lunga serie di interventi che andranno a riqualificare l’Archivio Civico, quello sui muri esterni della Cittadella ha visto otto artisti, tra cui: Irene Balia, Thomas Berra, Linda Carrara, Anna Caruso, Bruno Marrapodi, Isabella Nazzarri, Michael Rotondi e Giulio Zanet, scegliere e reinterpretare alcuni documenti raccolti qui, in via Ferdinando Gregorovius, dando prova di come l’arte possa tornare a far dialogare attivamente questo luogo con l’esterno…ma non solo. Gli otto – tutti artisti visivi e pittori non legati alla street art e con radici salde nella città – sono stati chiamati ad agire in sintonia con l’identità della Cittadella poiché, come sottolineato dalla curatrice, «Per ciò che vogliamo comunicare ai cittadini, è di fondamentale importanza che  il “dentro” e il “fuori” coincidano».
Ivan il Poeta La Cittadella dell’Arte, installation view, presso La Cittadella degli archivi di Milano, 2017
Attraverso una scala cromatica dettata dal luogo, gli artisti hanno accolto questa sfida iniziando a raccontare parte della storia di Milano: Giuseppe Verdi che viene immortalato attraverso la sua stanza al Grand Hotel De Milan; la spedizione italiana sulla catena del Karakorum del 1929; la donazione di Gian Galeazzo Visconti alla Veneranda Fabbrica del Duomo; Anna Kuliscioff narrata attraverso le sue battaglie in difesa delle donne durante il biennio rosso; il Gonfalone di Sant’Ambrogio, patrono della città; i registri della razza ebraica del 1938; il boom economico con l’Astro/grattacielo Pirelli da un disegno di Gio Ponti; i grandi sindaci partigiani di Milano Greppi e Aniasi; l’acquisto della Pietà Rondanini e, infine, la vendita della Linea Unica della continuità nello spazio di Boccioni da parte di F. T. Marinetti. La stessa cosa è avvenuta all’interno delle mura, con l’intervenuto speciale di Ivan il Poeta che, attraverso il suo stile inconfondibile con lettere antiche, ha riportato sul muro alcune carte d’archivio. Insomma, dopo anni di duro lavoro sul progetto, come ricorda Francesco Martella, «La Cittadella degli archivi è stata trasformata in un nuovo incubatore creativo di Milano: un Museo esterno che comunica alla città i contenuti dell’Archivio Civico». A questo punto non ci rimane che seguire questo progetto in progress. Prossimo step sarà l’intervento del duo Vedovammazei a settembre.
Elisabetta Rastelli

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