Alla fine del secolo scorso, Torino era sorprendentemente “moderna”: si iniziava la produzione di energia elettrica, si elettrificava la rete tranviaria, si sviluppava quella telefonica; ma la capitale subalpina era anche centro di interessi culturali ed artistici che le consentirono di ospitare tre tra le più importanti vetrine della vita di allora: l’Esposizione Nazionale del 1898, l’Esposizione Internazionale di Arte decorativa moderna del 1902 e l’Esposizione Internazionale del 1911.
L’esposizione, promossa ed organizzata dall’Amma (Associazione Industriali Metallurgici Meccanici Affini), curata da Carlo Olmo ed ospitata in un luogo che più adatto non poteva essere, quale il Museo dell’Automobile di Torino, ricostruisce con oggettività la vita della città nella delicata fase in cui, aumentando di 100 mila abitanti in un decennio, sono sorte inevitabili tensioni sociali (non a caso a Torino sono nate la Camera del Lavoro e la Lega degli Industriali).
Pregevole il catalogo (editore Allemandi), contenete vari testi critici e la riproduzione delle fotografie e dei documenti esposti, oltre ad una dettagliata pianta della Torino di inizio ‘900.
claudio arissone
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