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fino al 12.X.2009 | Mike Nelson | Torino, Franco Noero

di - 2 Luglio 2009
La ricerca di Mike Nelson (Loughborough, 1967; vive a Londra) entra nel cuore delle ambiguità esistenziali, che spesso assumono connotazioni grottesche. Labirinti, luoghi claustrofobici, memorie, ostacoli improvvisi segnano la realtà, costringendo l’individuo a improvvisi cambi di direzione, lasciandolo sospeso in una dimensione provvisoria.
Il progetto realizzato per questa prima personale in Italia nei tre spazi della Galleria Franco Noero, dal titolo The Caves of misplaced Geometry, allude allo spiazzamento, sensazione che colpisce lo spettatore al suo introdursi negli ambienti della Fetta di Polenta (questo il soprannome del palazzo sede da qualche tempo della galleria torinese), sulle cui architetture, ardite fino all’estremo, Nelson interviene sigillando le finestre.
Negli ambienti, di per sé angusti, immersi nell’oscurità, il silenzio diventa tagliente. From the outside, silently watching, recita questa prima installazione, evidenziando il contrasto fra esterno e interno: la percezione si esercita soprattutto sulla congerie di oggetti prelevati dai più diversi contesti, sempre allusivi a una mescolanza di cultura occidentale e mediorientale.
Al piano terra, traendo spunto da tre racconti brevi di Kafka, Borges e Ballard, Nelson costruisce un luogo d’isolamento ed esclusione, nel quale un fuoco dai rimandi magici dialoga con un casco da motociclista, elemento ricorrente nel lavoro, sintomo del nomadismo esistenziale. Al piano superiore s’incontra un “sacrario” (Shrine), elemento prediletto dall’artista, metafora del rifugio dove ci si circonda di oggetti all’apparenza futili: un tappeto, una valigia sulla quale poggia uno specchio, del tipo usato nei camerini di scena, quasi a rammentare l’identità di vita e spettacolo.
Si sale ancora e ci s’imbatte in un altro fuoco, di grandi dimensioni, illuminato al suo interno da luci al neon, e, al piano di sopra, una sorta di scala, appoggiata a una parete, in un ambiente di vittoriana memoria. All’ultimo piano di nuovo un “sacrario”, nel quale troneggia una specie di ghigliottina, e poi, all’intorno, un micro-sgabello, un ventilatore, una fotografia trovata a San Francisco, un tappeto di mucca, di quelli di moda negli anni ’60, due corna. Indizi, tracce, memorie.
L’installazione realizzata in uno dei due spazi di Piazza Santa Giulia, Amnesiac Shrine or Platform Ruin, riprende il lavoro elaborato lo scorso anno alla Hayward Gallery: di qui proviene infatti la grande struttura di doghe in legno, fortemente simbolica, che pare una soglia ma è anche un ostacolo, un muro.

La stessa ambiguità caratterizza l’ultima parte del progetto, Untitled 22 (High Plains Drifter), riflessione sulla monocromia di Niele Toroni e omaggio a un vecchio film di Clint Eastwood. La porta d’accesso allo spazio è completamente verniciata di rosso, tranne in un piccolo punto, così da risultare impenetrabile.
Lo spettatore è costretto a inventarsi voyeur, per cercare di varcare, almeno con la mente, la soglia dell’Inferno dal quale sembra dover restare escluso.

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mostra visitata il 20 giugno 2009


dal 28 maggio al 12 ottobre 2009
Mike Nelson – The caves of misplaced geometry. From the outside, silently watching
Galleria Franco Noero
Via Giulia di Barolo, 16/d (zona corso San Maurizio) – 10124 Torino
Orario: da giovedĂŹ a sabato ore 15-19 solo su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 011882208; info@franconoero.com; www.franconoero.com

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