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fino al 14.IX.2002 | Laura Matei | Torino, Galleria Alberto Peola

di - 11 Luglio 2002

Per la sua prima personale torinese Laura Matei presenta una serie di tre installazioni giocate sulla sovrapposizione di immagini leggere, disegni, tratti sottili, fili tesi, acqua e fogli trasparenti. Sono materiali trasparenti e sottili che si lasciano mescolare l’uno all’altro, restando nella memoria di chi guarda come tracce sospese, immagini accennate, ma precisissime che costruiscono una sorta di messinscena simbolica.
Onda su onda è un cilindro di plexiglas posto all’entrata della galleria: il cilindro è ricolmo d’acqua e al suo interno è riprodotta una mappa geografica in cui i continenti si sfaldano e confondono le frontiere e i confini fisici. Sulle pareti del cilindro alcune linee ripetono il movimento sinuoso delle onde. Come spiega Francesca Pasini nel testo di presentazione, il lavoro allude alla formazione antichissima degli attuali continenti geografici, ma anche e soprattutto alle mutazioni cui il nostro pianeta è sottoposto nell’epoca della globalizzazione, con le diverse e disastrose conseguenze delle alterazioni climatiche e ambientali oltre che politiche e sociali.
Nella seconda sala una serie di giocatori di calcio sono disegnati su una parete: sul muro antistante è tratteggiata una rete, come in uno stadio. I calciatori lanciano i loro palloni verso la porta, ma questi rimbalzano idealmente sul muro e ritornano indietro: la traiettoria dei palloni è disegnata da alcuni fili tesi, che vanno dai piedi dei giocatori fino al muro di fronte e poi indietro, a delineare un intrico di linee e percorsi. Lo sforzo agonistico e lo stress emotivo mostrati in Rigore su rigore (titolo dell’installazione) sono infruttuosi, improduttivi e privi d’effetto: se non quello di dare luogo a un percorso complesso e ingarbugliato di linee che si sovrappongono e ricoprono tutte le dimensioni spaziali della galleria.
L’ultima istallazione porta il titolo Bandiera su bandiera: mostra le 192 bandiere dei paesi di tutto il mondo riprodotte in bianco e nero, con le sole linee dei contorni, su fogli trasparenti disposti l’uno accanto all’altro. La lunga fila di bandiere è sospesa a un filo, per tutta la lunghezza della sala: in questo modo i disegni e i simboli sovrapposti si confondono e s’intrecciano. Il risultato è allegoria della perdita dei caratteri nazionali e delle specificità dei singoli linguaggi, che trasforma il mondo contemporaneo in una sorta di moderna Babele, in cui ogni caratteristica individuale è sacrificata.
Come si è detto la mostra si compone di immagini leggere e delicate, piacevoli allo sguardo e di pregnante portata simbolica, per un lavoro che tiene conto di una situazione epocale sempre più presente e attuale.
Il prossimo appuntamento con il lavoro diLaura Matei sarà a settembre alla mostra Exit, curata da Francesco Bonami per l’inaugurazione ufficiale della nuova sede torinese della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

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maria cristina strati
visitata mercoledì 3 luglio 2002


Laura Matei
dal 19 giugno al 14 settembre 2002
Galleria Alberto Peola, Via Della Rocca 29, 10123, Torino
Tel. +390118124460 Fax +390118396467
a.peola@iol.it
dal lunedì al sabato dale 16, 30 alle 19,30 (mattino su appuntamento)


[exibart]

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