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Fino al 19.V.2013 | Cromatologie – Cristiana Fioretti e i suoi allievi dell’Accademia di Brera | MIRAFIORI MOTOR VILLAGE GALERIE – TORINO

di - 16 Maggio 2013
Le cromatologie  di Cristiana  Fioretti hanno contagiato 16 studenti  del suo corso, orientato sull’indagine delle potenzialità espressive del colore, invitati a coinvolti reinventare le “tinte” utilizzate per le automobili Fiat, Alfa Romeo e Lancia. Il colore è immagine e contiene un ricordo della forma o ne inventa altre invisibili. Per Kandinskij è un linguaggio emozionale, per Itten, insegnante del Bauhaus, un codice percettivo scientifico.
 
Il colore è il protagonista delle arti visive, smuove sensazioni – associazioni soggettive diventa immagine, mentre la luce contiene l’essenza del immateriale che definisce dimensioni diafane, trasparenti o circoscrive spazi dell’invisibile. Cristiana Fioretti (1966), insegna Decorazione e Cromatologia all’Accademia di Brera di Milano, ha esposto in Italia e all’estero opere astratto-liriche e installazioni ambientali multimediali in cui colore e luce si fondono in orizzonti cromatici, ispirati all’alba e al tramonto. I suoi allievi Cosimo D’Agnessa, Massimiliano La Barbera, Francesca Motta, Dennis Silvello, Michele Ricossa, Davide Di Matteo, Maddalena Battistone, Gao Lan, Eleonora Rampinelli, Silvia Matera, Chiara Abbate, Arianna Borracino, Federica Bifulco, Giulia Lavina, Yan Jianing e Samir Hadzic, diversi per nazionalità, formazione e indirizzo hanno dato lavorato sulle associazioni cromatiche imprevedibili e in molte opere compare la 500 Fiat. L’automobile e l’industria sono presupposti formali per declinare il colore con le nuove tecnologie e crossing media. Dalla bidimensionalità grafica, il colore ha preso corpo con una performance di Silvello, Di Matteo procede per incastri e sincretismi ispirati a Leger, Battistone provoca con manifesti provocatori, Abbate punta su contrarti cromatici in una foresta di luce.
La silhouette della 500 tracciata con il neon rosso di Fioretti è un omaggio pop alla Fiat, al neon inventato nel 1898 dai chimici inglesi William Ramsay e Morris Travers, messo a punto dal francese George Claude, esibito  al “Motor Show” di Parigi del 1910 e brevettato l’anno dopo. Il neon colorato ha riscritto lo skyline notturno delle città, le notti della “Ville Lumiere”, Pigalle, di Time Square a New York, di Picadylli Circus a Londra e Las Vegas, dove esiste  il  museo del neon. Nell’arte, da Fontana fino alla Light art contemporanea il neon “dipinge” concetti e illumina idee. Gli studenti orientati sull’immagine del colore, evocano l’industria dell’automobile, icona del progresso tecnologico e ready made dell’energia, con opere di un vitalismo sorprendente, in cui l’associazione colore uguale dispositivo della  fantasia è immediata. Quando l’azienda potenzia la creatività dei giovani per rinnovare i prodotti e promuovere talenti, produce arte  utile e democratica, come era la mitica Fiat 500.

Jacqueline Ceresoli
visitata 11 aprile    
Dal 10 aprile al 19 maggio 2013
Cromatologie – Cristiana Fioretti e i suoi allievi dell’Accademia di Brera
Mirafiori Galerie – Mirafiori Motor Village
Piazza Cattaneo, Torino Ingresso libero
Orari: Dal lunedi al sabato 9.00-20.00 orario continuato Domenica 9.30-13.30 / 14.30-20.00

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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