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fino al 22.III.2008 | Gianfranco Asveri | Torino, Galleria Eventinove

di - 11 Febbraio 2008
Molto spesso la pittura non ha modelli da rappresentare né storie da raccontare. E a volte sembra che non abbia scampo. È come se si trovasse davanti a due strade possibili. Le uniche uscite di sicurezza per sfuggire alla visione perfetta, quella formata dal e sul figurativo. La prima porta a cercare la forma pura, come una sorta di astrazione alienata. La seconda, se si vogliono categorizzare gli estremi, porta verso il figurale puro, ottenuto per sezionamento e mimetismo del reale. Chi teme e desidera la forma, la raffigurazione s’intende, si accanirà. E prenderà come una missione, peraltro senza scopo, quella di isolare incondizionatamente la rappresentazione figurativa. Ponendo un limite tra dentro e fuori.
Vedere dunque qualcosa e riprodurlo come se fosse vero, o almeno cercare di farlo, significa legittimare il rapporto tra un’immagine e un oggetto che si presume questa voglia illustrare. Ciò significa che l’intera composizione stabilirà una relazione tale per cui qualsiasi soggetto, inserito all’interno dell’opera e posto dentro un proprio ruolo attanziale, finirà per raccontare il luogo pittorico quasi fosse un correlato dell’illustrazione.
Da questo grattacapo estetico, Gianfranco Asveri (Fiorenzuola d’Arda, 1948) ha scoperto come uscire. Ha trovato la parola d’ordine: isolare. Se è vero che non c’è nulla come una figura, una che ne chiami un’altra e un’altra ancora, non s’insinuerà mai fra queste una storia.

Quel collante chiamato ad animare l’intero insieme dell’illustrazione. Isolare, e a volte isolarsi, è quindi il modo più semplice, anche se non del tutto unico, per rompere con la rappresentazione, spezzare la narrazione, impedire l’illustrazione e liberare il mondo (della pittura) dalle catene di quel che si è sempre visto. E poi è rimasto, al di fuori. Dove lo sguardo si attiene ai fatti e recalcitra qualsiasi altra, di poco più vera, possibilità. La possibilità che qualcosa ci sia, proprio perché non esiste. È questo il mondo di Mondocane.
Nell’ultima personale torinese, la coda del pennello, incisa nello spessore ruvido delle spatolate, discrimina il materiale pittorico e fa emergere. Dissotterra. Scava dietro e dentro un paesaggio scenico che non sembra mai cambiare. Come quello della memoria, che torna diversa dopo esser stata abbandonata. Un paesaggio che sembra lisciare la tela, quasi lasciasse le ombre di una lanterna magica. Quella che nessuno, perché eravamo troppo piccoli, chiamava fantasmagoria.

Allo stesso modo, il processo creativo imita l’incisione rupestre e veridica di quest’artista autodidatta. Senza fare sosta. Quel che il pittore fa vedere è l’ancestrale manifestazione di un mondo solo. Un pianeta animale, animato dal bisogno di non aver bisogni. Fuori dal senso dell’estetica, della grazia forzata e della continua ricerca. Quella data dalla sazietà di sapere già tutto.

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dal 7 febbraio al 22 marzo 2008
Gianfranco Asveri – Mondocane
Galleria Eventinove
Via della Rocca, 29/a (Borgo Nuovo) – 10123 Torino
Orario: dal martedì al sabato ore 13-19,30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0119390013; galleriaeventinove@tin.it

[exibart]

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