Categorie: torino

fino al 23.III.2003 | Transavanguardia | Rivoli (to), Castello di Rivoli

di - 12 Novembre 2002

Alla vigilia dell’inaugurazione di Artissima 2002, la sola fiera italiana dedicata unicamente all’arte contemporanea, e in un novembre denso di appuntamenti artistici di rilievo, Torino appare oggi centro d’interesse culturale particolarmente vivo e attento a ciò che accade a livello internazionale, focolaio delle nuove idee e ricerche artistiche giovani, dove nascono nuovi musei e hanno luogo iniziative di carattere pubblico e privato. C’è da chiedersi provocatoriamente se, giocoforza, la Torino tradizionalmente legata alla Fiat e artisticamente all’Arte Povera e al suo destino stia prendendo oggi una nuova strada. Forse sintomo di un mutamento, si è inaugurata al Castello di Rivoli una mostra di particolare importanza e che suscita interesse a più livelli. E’ una sostanziosa retrospettiva interamente dedicata al movimento della Transavanguardia.
La mostra costituisce infatti un evento per la città di Torino e in particolare per Castello di Rivoli: perché il museo è tradizionalmente associato all’Arte Povera e oggi arricchisce la sua collezione di lavori radicalmente diversi alla linea seguita in passato; perché testimonia la possibilità, riuscita, di una collaborazione concreta tra istituzioni pubbliche (il museo) e private (la fondazione CRT); e forse anche perché indica una tendenza, un rinnovato interesse per alcuni movimenti artistici del passato recente. Il Castello di Rivoli, insomma, con questa mostra decide di offrire un panorama a tutto tondo, compie una scelta e fornisce un’indicazione particolare, o anche solo uno stimolo alla discussione.
La mostra si snoda nella manica lunga e in alcune sale del Castello e si concentra sui lavori realizzati dai transavanguardisti dal 1979 al 1985, nel momento di maggiore produzione e arricchimento del movimento e della sua affermazione a livello internazionale.
Sono in mostra un’ottantina di opere, circa quindici per ogni artista. Lavori di Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino.
Transavanguardia è, com’è noto, un termine coniato nel 1980 da Achille Bonito Oliva, critico e teorico del movimento che nacque alla fine degli anni settanta come reazione all’allora imperante Arte Povera. La Transavanguardia opponeva alla sperimentazione estrema dei poveristi il ritorno alla tradizione, sia dal punto di vista delle tecniche e dei linguaggi espressivi, sia dal punto di vista dei contenuti. Tutto ciò accadeva in una prospettiva tipicamente post-modernista, ispirata dal punto di vista teorico alla psicoanalisi di stampo lacaniano, alle coeve correnti strutturaliste e post-strutturaliste e al pensiero di filosofi come Jean François Lyotard . Gli artisti della Transavanguardia nel complesso, rifiutano insomma i grand récits storico-ideologici del passato per guardare alla contemporaneità e al presente filtrandoli attraverso la lente della tradizione, con un occhio disincantato, ma emotivamente intenso. E se, paradossalmente, dal punto di vista filosofico il postmoderno ha a che fare in primis con l’abbandono della nozione tradizionale di soggetto, la sua traduzione in arte nella Transavanguardia contempla proprio il ritorno alla soggettività dell’individuo, intesa anche come una ripresa consapevole del suo mondo emotivo e della sua interiorità, della sua finitezza e particolarità. Così per artisti come Clemente, Chia e Paladino “l’opera – scriveva Achille Bonito Oliva nel 1980 – diventa un cuircuito mobile di riferimenti interni ed esterni”, che intenzionalmente “contiene dentro di sé già i sintomi del suo scavalcamento ”.
Ma al di là delle considerazioni di carattere storico-artistico, nel complesso la mostra lascia l’impressione di costituire ben più di una mera operazione di carattere documentativo, tesa a nutrire la già ricca collezione del museo di Rivoli. Sembra infatti soprattutto indicare una tendenza, se non addirittura un mutamento di rotta: non solo dal punto di vista critico e teorico, ma anche e soprattutto per quanto concerne la possibilità di un rapporto produttivo tra istituzioni pubbliche e private, che si trovano qui unite nel comune obiettivo di incrementare la crescita e lo sviluppo dell’arte contemporanea.
La mostra nasce infatti dalla collaborazione del Museo con la Fondazione CRT per l’Arte Contemporanea, che ha concesso l’acquisizione di molte delle opere esposte.
L’esperienza ci ha insegnato – dichiara infatti Ida Granelli nel testo introduttivo del catalogo – che solo la sinergia tra istituzioni pubbliche e contributi privati può venire incontro alle attuali necessità culturali e collocare i musei italiani allo stesso livello di qualità dei loro corrispondenti internazionali nel comune compito di documentare l’arte del presente colta nei suoi aspetti più alti ”.

articoli correlati
Mimmo Paladino, Prato, Centro Pecci
Francesco Clemente, Napoli, Museo Archeologico
Paladino al portico d’Ottavia, Roma, Valentina Bonomo
Sandro Chia, Roma, Magazzino d’Arte Moderna
Piemonte, nuove acquisizione per la Fondazione CRT
Arte Povera in collezione, Castello di Rivoli, Rivoli (To)
link correlati
www.castellodirivoli.org

maria cristina strati
mostra visitata il 11 novembre 2002


Transavanguardia
dall’11 novembre 2002 al 23 marzo 2003
a cura di Ida Gianelli – Comitato Scientifico Internazionale Fondazione CRT
Castello di Rivoli, Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (To)
Tel: +390119565222/280 fax: +390119565231e-mail: press@castellodirivoli.org
Orari: sabato e domenica 10/19, primo e terzo sabato del mese 10/22, mar-merc-giov-ven 10/17, lunedì chiuso
Catalogo a cura di Ida Gianelli con testi di Jena Christophe Ammann, Achille Bonito Oliva, Carolyn Cristov- Bakargiev e John Yau


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

IPER, il festival che prova a riscrivere l’idea di città, partendo dalle periferie di Roma

Dal Quadraro al Corviale, il festival IPER attraversa le periferie di Roma con performance, arte pubblica e pratiche urbane, per…

28 Maggio 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

Un ex opificio nella Grecìa Salentina racconta una nuova idea di territorio: il caso di Palazzo Mandurino

A Zollino, nel cuore della Grecìa Salentina, l’ex tabacchificio Palazzo Mandurino diventa spazio di ospitalità e memoria culturale

28 Maggio 2026 14:00
  • Mercato

Art Basel Paris alza la posta: tutte le novità dell’edizione 2026

Con 200 gallerie da 41 Paesi sotto la cupola del Grand Palais, la quinta edizione della fiera consolida il ruolo…

28 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Pablo Atchugarry scolpisce la spiritualità della luce: la mostra alla GNAMC di Roma

La GNAMC di Roma dedica all’artista uruguaiano Pablo Atchugarry una mostra in cui marmo, legno e metallo dialogano in un…

28 Maggio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Cremona Contemporanea 2026: la città come sistema culturale diffuso

Cremona si apre alla creatività contemporanea: mostre, progetti e interventi site specific attraversano palazzi storici e luoghi poco conosciuti della…

28 Maggio 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Vicenza Arte Contemporanea apre le porte della Collezione Bonollo

L'Associazione Vicenza Arte Contemporanea avvia le proprie attività con una selezione di opere dalla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo,…

28 Maggio 2026 9:17