Questa non è una mostra sul vino. Niente a che vedere con l’assunto magrittiano ceci n ‘est pas une pipe dove la pipa, almeno quella disegnata, c’era. Anche se Quel mare purpureo che dà il titolo alla collettiva, si riferisce al colore violaceo della “mitica” bevanda. Questo lo spunto dal quale prende le mosse l’esposizione, che vede collaborare la direttrice della galleria –Stefania Olivetta– con i due soci di una cooperativa vinicola –il giornalista Gad Lerner e Fabrizio Iuli– e con un giovane curatore –Luca Vona– più il contributo dello storico Giorgio Monestarolo. Fin qui, il corollario dell’iniziativa. Ma, si diceva, non si tratta di una mostra sul vino. Che difatti non c’è, né iconograficamente né in forma strettamente simbolica. Il vino è qui semplicemente come generatore di ispirazione, un detonatore utile a far esplodere le proprietà organolettiche potenzialmente racchiuse nell’arte. Come spiega lo stesso Vona “la relazione arte/vino si esplica al di là del semplice aspetto didascalico, offrendo piuttosto un itinerario estetico informato dal vino a priori, un’arte cioè intrinsecamente enoica”. Talmente intrinseca da risultare a volte persino un po’ forzata, nell’intento di ricondurre un certo numero di artisti, diversi per provenienza ed esperienza, sotto l’egida altisonante –e dissetante– del dio Bacco.
Si può ben concludere con le parole di Gad Lerner, colte durante l’intervista riportata in catalogo: “Senza sensibilità artistica ed estetica il vino buono non lo trovi”. Lo stesso dicasi dell’arte in genere.
claudia giraud
mostra visitata il 15 ottobre 2005
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Cervelli mi è sempre piaciuto tanto!!!
vai luca!!!
vai che sei un grande!!
all' Olivetta dovevano invitarla a una mostra sul Martini (eheheh)...
lo so è una sciocchezza chiedo scusa ma non riuscivo a trattenerla...
non ho visto la mostra ma l'orgomento mi stuzzica al punto di fare alcune considerazioni che partendo dal "vino",fonte d'ispirazione,compagno,e infine complice di odisseo cercherò qui di illustrare.il vino quale fonte di ispirazione per delle opere d'arte?è vero ogni "impresa" a cui ci accingiamo deve poterci vedere impegnati al massimo,sia intellettualmente che "sentimentalmente".ma non riusciamo ad essere protagonisti del nostro tempo?l'artista deve seguire lo scorrere del fiume presente?io credo di no.bisogna capire quale realtà ci circonda e proporre un nostro percorso.essere presenti nel nostro tempo proponendo un discorso ,un fare arte che ci veda protagonisti.non invenzioni che stupiscono.ma ricerca e sperimentazione cosciente.dove il mezzo tecnico,qualunque esso sia ,è solo tale.l'arte deve ritrovare se stessa.diventare protagonista della realtà in cui vive.ma ciò implica conoscenza,studio approfondito.sperimentazione,e fatica.un saluto e un grazie a tutti per la vostra attenzione.
grandissimi cervelli e vona (e tutti gli altri) un saluto!