Ecco che questo andare senza meta fa venire in mente echi
ben più degni di essere citati che non i versi degli 883 (Pezzali non se ne
abbia a male), quelli del kerouachiano “Andiamo.
Non so dove, ma andiamo” o del borroughsiano “La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”.
Ma tutto questo cosa c’entra con la mostra da
Persano? C’entra eccome, perché i 38 artisti selezionati da Elena Re per Geografia senza punti cardinali, la
collettiva di stampo museale che occupa gli spazi di via Principessa Clotilde,
sembrano aver seguito alla lettera i consigli dei due grandi scrittori
americani per sperimentare nell’arte questa forma di libertà molto beat.
Non è un caso, quindi, che i due nodi che legano le
oltre sessanta opere in mostra siano la loro datazione e il medium usato: il
triplice lustro che va dalla metà degli anni ‘60 alla fine dei ‘70 e la
fotografia, ossia quell’ambito al quale da tempo si interessa la curatrice. Già,
perché in quegli anni poco importava che fossi uno scultore, un musicista, un
pittore, un body artista. La fotografia rappresentava comunque il mezzo
attraverso cui sperimentare senza limiti una nuova riflessione sulla
contemporaneità.
Un numero la dice lunga sulla diffusione tra gli
artisti di questo medium: dei 38 di Geografia
senza punti cardinali, solo sei
erano o sono fotografi professionisti (Cresci,
Ghirri, Martelli, Tagliaferro, Vaccari, Vimercati). Per i restanti 32, la fotografia ha rappresentato un
mezzo attraverso cui uscire dagli schemi (quelli dati dalla padronanza tecnica
di un mezzo) per realizzare qualcosa che fosse una nuova visione del mondo.
Nuova in quanto custode di una spontaneità che è quella propria della
fotografia (o di un certo tipo di fotografia) e quella data da un “neofitismo”
che proprio perché visto gioco o esperimento ha lasciato campo libero all’improvvisazione
e quindi alla sorpresa.
Ed è proprio una sensazione di sorpresa quella che
accoglie il visitatore nel grande hangar della Galleria Persano. E non è solo
la meraviglia di trovare lavori di chi mai avreste immaginato di trovare in una
mostra di fotografia. Ma anche quella di trovarsi in una collettiva talmente
sovraccarica per numero di lavori che, se fosse in qualsiasi altro spazio,
sarebbe vista come una pregiudicante, mentre qui diventa uno stimolo ulteriore ad
abbandonare la bussola e a viaggiare (visitare) navigando a vista.
articoli correlati
Elena
Re e la riscoperta di Zaza
Fotografia
e anni ‘70
Ghirri
“curato” da Elena Re
stefano riba
mostra visitata il 12 gennaio 2011
dal 6 novembre
2010 al 28 febbraio 2011
Geografia senza punti cardinali
a cura di Elena
Re
Galleria Giorgio Persano
Via Principessa Clotilde, 45 (zona San Donato) – 10144 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 10-13 e 16-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0114378178; fax +39 0114303127; info@giorgiopersano.org; www.giorgiopersano.com
[exibart]
Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…
La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…
Nel pieno delle proteste in Iran, emergono notizie sulla morte di artisti coinvolti o colpiti dalla violenza statale, mentre continua…
160 gallerie provenienti da 24 Paesi, con diverse new entry, progetti speciali e nuove sezioni per la 30ma edizione di…
Quella di Kochi-Muziris è molto più di una Biennale: tra antichi palazzi coloniali e mercati di spezie, l’arte trova tempi…
Partito il programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026: tra i protagonisti, Marinella Senatore, Liu Bolin e Maurizio Cattelan nelle…