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fino al 29.V.2004 | Jürgen Klauke – Desaströses Ich | Torino, Photo & Contemporary

di - 30 Aprile 2004

E’ stato Sigmund Freud il primo a scoprire che alla base delle inspiegabili nevrosi e degli stati ossessivi di persone sane di mente vi era un conflitto irrisolto tra libertà individuale, influenzata dalle pulsioni dell’inconscio, e le rigide convenzioni sociali di una Vienna imperiale e ridente, ma assai rigida e repressiva. L’educazione, sosteneva lo psicoanalista, era la fonte di molte disfunzioni della personalità.
La teorizzazione degli effetti delle repressione sociale sull’individuo eseguita da Freud, ha un suo riflesso artistico nell’opera di Jürgen Klauke, artista tedesco formatosi a Colonia e attivo dal 1970 con un lavoro nel tempo gli ha declinato l’assunto fondamentale della Body Art, l’uso del proprio o dell’altrui corpo come materia artistica, nelle forme e nei tempi della fotografia in studio. Dopo aver sperimentato tecniche di ogni genere (pittoriche, video, addirittura radiografiche), la performance fotografica è divenuto il mezzo espressivo preferito, con cui l’artista può plasmare la scena delle proprie simboliche rappresentazioni. Accuratamente studiata con disegni preparatori, allestita come un set essenziale, monocromo e illuminato da tagli di luce caravaggeschi, la scena klaukiana accoglie i corpi nudi e i pochi oggetti che gli consentono di impostare uno spazio astratto
In questi spazi senza tempo, dominati da viraggi e da fondali monocromi, si apre lo spazio della visione dei processi simbolici della mente dell’artista, il quale pare fotografare in maniera diretta l’ipotetica scena del pensiero. L’oggetto è ridotto ad una presenza minima ed ha funzioni strutturali o simboliche. Tavoli e sedie si combinano con i corpi in architetture di grande rigore formale capaci di esprimere in maniera plastica i temi cari alle riflessioni d’artista.
Qui la body art di Klauke, che in passato ha proposto azioni più dissacranti anticipando il tema dell’androgino e criticando l’erotomania di una società incapace ad amare, sembra esprimere il suo versante più freddo e concettuale, diventando lo specchio di una mente che, esaurita la propria carica polemica, perviene al rigore ed alla forza matura della ragione pienamente dispiegata. Una ragione critica che studia i Disastri dell’Io, attraverso cicli di opere che somigliano a capitoli illustrati di un trattato: Circuito d’attesa, Acrobazie dell’approccio, Allargamento del cosciente, Effetto secondario, Acrobazia della percezione, Urgenza decisiva, Debolezza passeggera.
Già presentato a Torino da Valerio Tazzetti nel 1998, con il ciclo Ossessioni dell’essere, l’artista tedesco, che insieme a Urs Lüthi, Michel Journiac, Zoe Leonard e Annette Messager ha tematizzato i cambiamenti seguiti alla rivoluzione sessuale anni Sessanta, giunge al successo internazionale all’inizio degli anni ’80 con il ciclo Formalizzazione della noia, cui seguono le famose serie Densità dell’esperienza e Le nevrosi della Domenica. Opere che Freud avrebbe certamente apprezzato.

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nicola angerame
mostra visitata il 22 aprile 2004


fino a 29 maggio 2004
Jürgen Klauke – Desaströses Ich
Photo & Contemporary
Via dei Mille, 36
10123 Torino
ORARIO Martedì / Sabato ore 15.30 – 19.30
Tel 011 889884
Fax 011 8178693


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