Categorie: torino

fino al 3.VII.2005 | Jessica Stockholder | Torino, GAM

di - 10 Giugno 2005

Apparentemente privi di ogni senso dell’ordine, gli accumuli di Jessica Stockholder (Seattle, 1959) rivendicano il proprio diritto ad una nuova esistenza da objets trouvés. Oggetti e materiali eterogenei hanno così l’occasione di riscattare il proprio passato, perlopiù domestico, diventando altro da sé. Cioè pure forme, assemblate in un contesto museale. Dove, a volte, la logica del caos sembra avere il sopravvento sull’accordo cromatico e formale di derivazione minimalista. In realtà, la Stockholder non rinnega del tutto le proprie origini legate all’ideologia delle strutture primarie e utilizza in modo ossessivo e ripetitivo tutti quegli elementi che servono ad organizzare la sua opera e a scandirne il ritmo. Come fili, corde, cavi e lampade che, secondo l’interpretazione di Michel Gauthier, “rappresentano gli efficaci strumenti di un’integrazione esclusivamente formale, in quanto solo raramente attratta dagli aspetti rassicuranti di un’idea o di una raffigurazione”. Un’integrazione che offre una sintesi visiva proprio di quell’ordine momentaneamente smarrito, forse perché completamente interno e celato alla vista di uno sguardo troppo frettoloso. Un ordine che, invece, necessita soprattutto dell’intervento attivo di uno spettatore ricettivo per –come scrive Giorgio Verzotti in catalogo– “ricostruire virtualmente, tramite la memoria, la continuità nel mezzo di ciò che sembra discontinuo”. E che va a collocarsi, pertanto, nella mente di chi guarda.

Ma la vista non è l’unico senso invitato a mettersi in gioco, perché l’elemento-colore che funge da legante, al pari della colla o del nastro adesivo, contiene in sé un’altra dote. Quella di provocare una percezione di tipo tattile, alla quale abbandonarsi e dalla quale lasciarsi concupire. Vuoi per la morbidezza del pigmento suggerita dai toni pastello, vuoi per l’estrema libertà trasmessa dalla stesura delle pennellate. Una pittura che si abbatte con dolcezza su mobili, tappeti e attrezzi da cucina invischiandoli in una materia pastosa che li preserva e al tempo stesso ne esalta la concretezza delle forme.

articoli correlati
Jessica Stockholder in mostra a Milano

claudia giraud
mostra visitata il 17 maggio 2005


Jessica Stockholder – Torino, GAM – Galleria Civica D’arte Moderna e Contemporanea – Fondazione Torino Musei – Orario di visita: 9-19 tutti i giorni, giovedì 9-23, chiuso lunedì – Ingresso: € 7,50 ridotto € 4,00 martedì ingresso libero – Per informazioni: 011 4429518 Sito Internet: www.gamtorino.it
La mostra è accompagnata da un catalogo delle edizioni Hopefulmonster italiano/inglese, con testi critici di Michel Gauthier e Giorgio Verzotti


[exibart]

Articoli recenti

  • Bandi e concorsi

Visions 2026: una nuova open call tra arte e trasformazioni tecnologiche

Al via la open call di Visions 2026, il nuovo premio per artisti under 40: in palio 5mila euro, per…

26 Marzo 2026 15:00
  • Mostre

Nelle delicate opere di Raffaele Santillo si condensa la gioia dell’attimo

Alla Galleria Ceravento di Pescara, in mostra le opere di Raffaele Santillo, pitture che sembrano raccontare la nostra stessa esistenza,…

26 Marzo 2026 13:00
  • Arte contemporanea

Dall’industria alla galleria: Antonio Colombo ci parla di oggetti, archivi e immaginario

Dal mondo dell’impresa alla galleria, fino al progetto del Colombo’s Archive: Antonio Colombo ripercorre il suo percorso e racconta la…

26 Marzo 2026 11:30
  • Fumetti e illustrazione

Il ritratto fotografico ritoccato ad arte: la mostra alla Galleria Nuages di Milano

Il ritratto fotografico incontra l’illustrazione, in questa originale mostra alla Galleria Nuages di Milano: 26 artisti reinterpretano gli scatti di…

26 Marzo 2026 10:30
  • Archeologia

Nella Necropoli di Luxor sono stati scoperti 22 sarcofagi con mummie e iscrizioni

Nuova scoperta nella necropoli tebana di Luxor: tornano alla luce 22 sarcofagi con mummie e iscrizioni e papiri che offrono…

26 Marzo 2026 9:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Paolo di Giosia

Ricordo, memoria, racconto, emozione, poesia, dettagli… sono gli elementi che da sempre contraddistinguono la mia fotografia

26 Marzo 2026 8:58