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fino all’1.IV.2008 | Gianluca Rosso / Nello Teodori | Torino, Fusion Art Gallery

di - 7 Marzo 2008
Ci sono cose, non-detti e parole che fanno partire. Ma che non fanno perdere niente di quel che si lascia. Sono frasi, magari brevi; sono anche aggettivi, spesso malcerti, dove però la voce limpida, quella interna, che formula e registra i fatti, in qualche modo darà vita al ritorno, senza scuse inventate per l’occasione. Senza ragione alcuna. Come l’eco del mare nella conchiglia. Basta dunque il ricordo di questi grumi di senso perché l’aria attorno ammorbidisca e un po’ si sciolga, come se dovesse formarsi e diventare una buona scia, un canale per l’abbrivio, un viatico senza pretese, una scusa per fendere e poi perdere un po’ di spazio. Lasciato cavo nello stampo della memoria.
Solo allora, in quel momento, nell’attimo che stabilisce l’inizio del viaggio (o di un cammino che non richiede durata) la partenza spinge avanti e confonde le tracce, seguendo il rito di un passo ordinato. In quel punto, quasi si fosse giunti un po’ più in alto, a picco sul panorama delle proprie indecisioni, si riesce finalmente a vedere. E proprio lì, nel distacco spigoloso della distanza, il fluire di immagini e tempo si ripetono, confondendo i due piani della rappresentazione. Quella del paesaggio con quella del suo scorrere fra i nostri occhi.
Trovare quindi un punto d’incontro tra queste due dimensioni del moto vuol dire, come nel caso di Fa freddo, ampliare la disposizione visiva di chi osserva e poi reputa un oggetto-simulacro al pari di un’opera d’arte. È questo il movente sincronico che dona il giusto tono al repertorio pittorico di Gianluca Rosso (Torino, 1966) steso sulla base dell’apparato testuale-narrativo di Dario Buzzolan.

La formula che ne risulta è la piega simmetrica di una suggestione. Quella di due stati d’animo che s’incontrano. E che si guardano attraverso le pagine di un libro. Fa freddo, infatti, anche se è una mostra di pittura, si estende, inglobando differenti capacità creative e diversi tipi di supporti. La tela dipinta, il racconto riadattato e il video, girato in camera fissa, completano l’esposizione, inserendo anche l’apporto esterno del gruppo musicale torinese Bironera.
La serie di dipinti proposta da Rosso si compone di undici tele, sei a colori e cinque in bianco e nero che, come attraverso un vetro appannato, delineano un breve muoversi interiore, rappresentando il percorso di quelle stesse parole lasciate sui dipinti. La pennellata dell’artista torinese è velata e mistificatrice, i contorni non esistono, così come vengono a mancare le sequenze estetico-narrative di questo progetto, alla fine confuso e, forse per questo, profondamente suggestivo.

Nelle stanze adiacenti, Nello Teodori (Gualdo Tadino, 1952) propone invece quattro video in loop e un’installazione luminosa che ne illustra alcuni frame impressi su celluloide. Nonostante l’accostamento insolito di concetti e di tempi, da curiosare sono alcuni enjambement del montaggio filmico di Sotto un unico cielo. Video che poi dà il titolo all’intera, seppur breve, anzi brevissima personale.

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mostra visitata il 19 febbraio 2008


dall’otto febbraio al primo aprile 2008
Gianluca Rosso / Nello Teodori
a cura di Edoardo Di Mauro e Walter Vallini
Fusion Art Gallery
Piazza Peyron, 9/g (zona Cit Turin) – 10143 Torino
Orario: martedì, giovedì e venerdì ore 16,30-19,30
Ingresso libero
Info: tel. +39 3356398351; info@fusiongallery.it; www.fusiongallery.it

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