San Miniato nota soprattutto come alcova del Settecento e per la maschera funebre di Napoleone Buonaparte, sarà la protagonista di un progetto nuovo: proprio la ricchezza e la varietà delle collezioni, insieme alla considerazione di come esse non siano fino in fondo comprensibili senza i necessari rimandi al contesto urbano e architettonico, ha portato a pensare un sistema museale, una rete di poli espositivi uniti da un percorso ideale che coinvolge l’intera città, che raccoglie, secondo i più moderni criteri, le collezioni appartenenti agli enti che hanno aderito al progetto.
San Miniato svela, finalmente, una parte di questa ricchezza, fatta di collezioni d’arte, di istituzioni culturali, di edifici civili e religiosi.
Gli enti coinvolti nell’iniziativa, finanziata dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Pisa, dal Comune di San Miniato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, sono il Comune stesso (che esporrà la sua collezione archeologica, significativa testimonianza delle origini della città), il Conservatorio di Santa Chiara e l’Arciconfraternita di Misericordia (due illustri istituzioni cittadine, presso le quali si sono formate nei secoli straordinarie collezione d’arte strettamente legate alle loro vicende storiche), il Museo Diocesano (aperto nel 1966 e in corso di riallestimento), l’Accademia degli Euteleti.
In particolare, nelle sale di Palazzo Migliorati (sede dell’Accademia degli Euteleti), sarà esposta un’interessante ma poco conosciuta raccolta di cimeli e documenti napoleonici, tra cui la maschera funebre di Napoleone. A San Miniato il generale giunse la sera del 29 giugno 1796, durante la campagna d’Italia, per far visita allo zio canonico Filippo, con il quale sembra si sia intrattenuto a lungo osservando le carte dei suoi antenati. I Buonaparte erano, infatti, un’illustre famiglia sanminiatese, di antichissime origine, e rappresentavano il ramo toscano, accanto a quello corso da cui discendeva Napoleone, della casata.
La partecipazione all’iniziativa da parte della Cassa di Risparmio di San Miniato, proprietaria di una straordinaria raccolta di opere d’arte, permetterà, per la prima volta, di aprire al pubblico le sale di rappresentanza della sua sede centrale, Palazzo Formichini, dove si concentrano alcuni straordinari dipinti di grande pregio, opera di vari autori toscani (prevalentemente fiorentini), realizzati fra il XIV e il XVIII secolo. Inoltre, all’interno dello stesso palazzo, sarà possibile visitare un tipico esempio di alcova del Settecento (decorata da scene mitologiche e putti che recano i simboli della fedeltà coniugale), l’antica biblioteca e la Sala del Consiglio (in cui campeggia un maestoso affresco realizzato nel 1955 dal pittore Dilvo Lotti, segno del gusto e dell’interesse della Cassa di Risparmio alla promozione delle arti).
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