L’attività della Galleria Quadrante fu di breve durata, dal 1961 al 1964, ma rivestì grande importanza nell’ambiente artistico della Firenze di quegli anni. Una significativa selezione della collezione della galleria viene presentata, dopo quarant’anni dalla cessazione dell’attività, nelle sale della Galleria Il Ponte, offrendo un interessante profilo dell’arte italiana dell’epoca e riconfermando l’attualità e l’alta qualità delle opere.
La galleria si trovava in Lungarno Acciaioli 18, in uno spazio progettato da Vittorio Giorgini (che rappresentava uno dei primi esempi di
Quadrante, nella veste di promotore delle nuove ricerche artistiche, sostenne numerosi artisti e critici d’avanguardia: pubblicò un bollettino, i cui fascicoli erano i cataloghi delle mostre, su cui comparvero gli scritti dei principali critici dell’epoca (tra cui Umbro Apollonio, Francesco Arcangeli, Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Maurizio Calvesi, Gillo Dorfles, Lara Vinca
La sperimentazione artistica, in quegli anni, muoveva verso esperienze pittoriche astratte, nate dall’influenza della pittura informale americana, ma sviluppatesi autonomamente in Italia e approdate ad esiti e soluzioni molteplici e diversificati. La collezione della Galleria Quadrante ne offre un importante spaccato, che va dal filone informale, cui appartengono Emilio Vedova, Antonio Corpora, Piero Raspi, Alberto Moretti, Vinicio Berti, nelle cui tele irrompono l’intensità del gesto e la fisicità della materia, alle ricerche di una nuova figurazione portate avanti da Venturino Venturi, Silvio Loffredo, Antonio Bueno. Ancora astratte sono le ricerche spazialiste di Lucio Fontana, o quelle di Piero Dorazio, Giulio Turcato, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Uncini, Riccardo Guarneri, Achille Pace, che, attraverso lo studio delle trame, delle interferenze di luce e colore, propongono una pittura rigorosa, ma di alto contenuto lirico.
beatrice guarneri
mostra vista il 20 dicembre 2002
22.04.2026 – 26.04.2026 Inaugurazione: mercoledì 22 aprile | 6pm Finissage: domenica 26 aprile | 6pm
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Credo che il più sottovalutato artista della galleria sia Mauro Betti. Bravissimo pittore.
D'accordo, non c'entra con la mostra (almeno per la citazione) ma sono sicuro che è uno degli artisti di Firenze che, nonostante la sua notorietà fra gli 'addetti ai lavori', sia poco conosciuto.
Materico, usa smalti, citazioni da Burri, l'Informale...a me piace molto.
Saluti.