Non è una mostra di facile lettura, non è una pittura facile. Come esordisce Giuliano Serafini nel catalogo che affianca la mostra “Tra le due vie che da sempre portano alla pittura- quella figurativa e quella aniconica – Ambra Morosi sembra aver scelto una terza”.
La figurazione di Ambra Morosi viene da lontano e porta sulla tela l’ansia di vivere e il mistero. I protagonisti dell’immaginario dell’artista sono leggeri contenitori di contenuti in transito, sempre mutabili e inafferrabili, senza contorni definiti, ma estensioni, espansioni di fisicità in movimento proiettate nell’infinito. Bozzoli delicati incapaci di contenere qualcosa di definito, che trasmettono l’ossessione del corpo che va via.
I 19 quadri esposti (2000/2001) sono suddivisi nei tre ambienti della galleria; sulla destra la “stanza dai toni caldi” così definita dall’artista, in cui i colori delle opere vanno dal rosso al marrone, come nei tre ovali “Il cosmo entra nella stanza ”, “Es..solo Es…” e “Io ricordo” . Nell’altra, opere dai “toni freddi”, dal verde, al blu, al viola, come “ You will be” , “Hector” e “Forma”. In tutte colpisce il ruolo determinante del bianco e concordiamo con Valerio Grimaldi, autore del saggio su Ambra Morosi “Estensionismo” nell’osservare che l’artista “ sgravata…dalla voglia di ritrarre immagini definite, seppure esaltate da quella desueta luminosità fatta di bianchi improvvisi….varca la soglia di un mondo di presenze inquietanti che si sono fatte sintesi e poi cifra significativa del suo fare pittura”. Nell’impossibilità volontaria dell’artista di definire le forme, un particolare si ripete e questa volta è graficamente ben definito: l’organo dell’udito, ora nella morfologia classica dell’orecchio come in “Acme” e in “ L’aria dell’Es”, entrambi del 2001, ora in forma più animalesca e primitiva di antenne, come in “ Giochi di donne” del 1999. “ Io sono un orecchio”, ci spiega l’artista, “sentire è determinante per percepire e ascoltare l’Universo”…
La terza via di Ambra Morosi è immateriale, trasparente, leggera, mistica… è la Sindone dell’anima.
Nel corso della mostra saranno organizzati eventi e incontri. In particolare segnaliamo una “Performance per Ambra Morosi” a cura di City Lights Italia . “La performance non è una lettura… è una sorta di soliloquio a quattro voci alle prese con quello che sembra un gioco di parole: l’enigmicità di un enigma che distoglie per sempre dall’enigma”.
“ Come nella visione di Ambra c’è qualcosa di definito e indefinito al contempo…” nella performance “sono voci mescolate a voci, testi mescolati a testi…moti dell’anima mescolati a moti dell’anima”. Così si esprime Antonio Bertoli che, insieme a Massimo Mori, Massimiliano Chiamenti e Mauro Stagi ha scelto i testi per l’evento. Testi loro, della stessa Ambra, di Andrè Breton, di Dylan Thomas, di Paul Eluard e di Henri Michaux.
La performance si terrà il 20 Gennaio ore 21,15 presso la sede della mostra, FYR- associazione culturale Foyer degli Artisti, Borgo degli Albizi 23. Firenze.
link correlati
www.fyr.it
www.estensionismo.com
www.ego.it/ambamorosi
Daniela Cresti
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