Categorie: toscana

fino al 12.VIII.2011 | Caso Zero – J&Peg | Pietrasanta, spazio Exmarmi

di - 18 Luglio 2011
Le fotografie di J&Peg sembrano incarnare l’immaginario di un amante dei Cure negli anni ottanta: pare che questi due ragazzi si aggirino per i meandri di un’immaginazione un po’ gotica e di richiamo vagamente dark per estrapolarne un repertorio nuovo e originale. In realtà andando al di sotto della superficie è evidente che lo studio compiuto da questa coppia di artisti va al di là di un’ideologia meramente estetica e si inoltra nella riflessione. Dietro questo nome, J&Peg, ci sono i due artisti, Antonio Managò (Busto Arsizio, 1978) e Simone Zecubi (Gallarate, 1979), milanesi di adozione dai tempi dell’Accademia, hanno un modo gentile e sono disposti a raccontare la loro evoluzione creativa. La tecnica di fotografia più interventi pittorici non è la sola peculiarità del duo, questi ragazzi in effetti allestiscono dei veri e propri set, assimilabili in qualche modo a delle performance, con immagini che attingono dalla loro memoria per poi realizzare la fotografia perfetta, quella che riproduce esattamente il loro vedere e il loro sentire, quella che viene finita dalla pittura, quella che diventa un’esperienza anche per il fruitore. Nel caso della mostra Caso Zero ci troviamo a Pietrasanta, la mecca della scultura, nello spazio Exmarmi, un meraviglioso esempio di architettura post-industriale brillantemente ristrutturato. La galleria Poggiali & Forconi di Firenze ha messo gli occhi su questa interessante sede e l’anno passato ha realizzato una mostra di Thomas Gillespie che ha riscosso un discreto successo e che ha portato i due giovani galleristi a ripetere l’esperienza con la curatela di Lorenzo Bruni. La luce poco prima del tramonto è un’ottima occasione per cogliere tutte le sfumature che queste opere plumbee ci offrono. 15 opere realizzate appositamente per questa mostra. A Pietrasanta, luogo per eccellenza di scultura. La cosa curiosa è che se guardiamo con attenzione queste opere ci troviamo di fronte a un’esperienza non molto distante dalla scultura e contemporaneamente a dei tableaux vivants. Chiaro che l’aspetto fortemente simbolico dei soggetti indefiniti e estremizzati nel minimalismo è quello più saliente e che le tecniche di allestimento sono riconducibili a una ritualità più vicina forse al teatro, ma allo stesso tempo l’esito di queste figure fotografate ha volumi, posture, scelte cromatiche che possono avere un’eco scultorea e contemporaneamente diventano una rappresentazione rituale, come fossero delle passio contemporanee, come se fossero un omaggio alla cultura popolare delle rappresentazioni resa attuale anche nei codici, più intellettuale, più stabile, più composta. Il duo specifica che questo cambio di direzione cromatico e tematico è dato da una scelta verso un minimalismo estremo che possa consentire un’indagine che non sia legata esclusivamente a un rapporto tra realtà e fantasia, ma che possa diventare un vero e proprio studio sull’uomo, un’opera che metta l’essere umano al centro dello studio, al centro del loro immaginario e quindi sotto gli occhi di tutti. Questa tendenza a osservare gli uomini è ormai sempre più radicata, e non più una mera espressione dell’individualismo: diventa necessario per l’arte mettere a fuoco le debolezze della sua epoca, e non si può negare che il punto più vulnerabile di questo momento è proprio l’individuo, senza più parametri etico-morali, senza istituzioni forti, senza punti di riferimento culturali. Per cui J&Peg partono da ciò che disarma l’umanità, che può essere un disastro ecologico, una strage, o anche un momento di forte emotività come un baciamano, ne ricostruiscono l’immagine, pian piano lavorano di privazione, fino al totale assorbimento di tutto quel surplus che distoglie dai nodi cruciali: l’uomo, i dettagli che lo caratterizzano, l’assenza di colore, l’assenza di espressione, la mancanza totale di personalità, per non smettere di accorgersi che i disagi sono oggetto comune, sono nelle anime collettive, sono nel privato di ognuno di noi, mentre lavoriamo, mentre facciamo un incidente, mentre perdiamo una casa per via di un terremoto, mentre amiamo.

La curiosità dell’allestimento precedente allo scatto è molto forte, ci ricorda forse in modo un po’ forzato le performance di Vanessa Beecroft, posto che sappiamo quanto sia ampia la differenza e di poetica e di scelte estetiche. Chiediamo agli artisti se hanno un pubblico che assiste a questa fase di allestimento precedente allo scatto, ma il duo sottolinea il gesto estremamente intimo di riproduzione del loro immaginario privato, che per ora li tiene lontani da un evento performativo pubblico ma che magari un giorno anche questo tipo di sensazione potrà subire uno sblocco e vedremo il loro studio aprirsi a degli spettatori.

piera cristiani

mostra visitata il 2 luglio

dal 3 luglio al 12 agosto 2011

inaugurazione il 2 luglio

Caso Zera – J&Peg

a cura di Lorenzo Bruni e della galleria Poggiali e Forconi

Exmarmi complesso post industriale di Pietrasanta

Via Nazario Sauro, 52

Pietrasanta

info: +39 333 8073318; +39 055 287748

www.poggialieforconi.it; info@poggialieforconi.it

info@exmarmi.com

orari: martedì – domenica dalle 18 alle 24

[exibart]

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