Categorie: toscana

Fino al 13. I. 2002 | Giovanni Paswkowski: I tempi e i luoghi | Firenze, Accademia delle Arti del Disegno

di - 12 Dicembre 2001

Firenze ospita Giovanni Paszkowski dedicandogli una bella mostra di 32 opere presso la Sala Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno. I lavori presenti, in gran parte su carta, soltanto sei su tela, illustrano il percorso dell’artista negli ultimi tre anni e ripropongono temi e scenari tipici del suo discorso pittorico.
Spazi urbani contemporanei di ampio respiro dove prevale, sul sovraffollamento e sul caos, il luogo rivisitato e pulito dalla memoria, popolato da passanti assorti ma senza espressioni sul volto. E’ forse per questo che non riusciamo a capire bene cosa possano pensare quegli uomini e quelle donne che attraversano piazze quasi deserte, emergono dal buio dei sottopassaggi, navigano alla deriva e da soli nelle asettiche grandi sale di gallerie d’arte. Nonostante la presenza incombente di architetture metropolitane dalle linee essenziali e impersonali, come in Risalita (2001), Piano terra(2001) e La grande colonna (2001), le figure si muovono in ampi parchi dove domina il verde cangiante ed esprime la “felicità pittorica” dell’artista.
Al primo impatto l’opera di Giovanni Paszkowski evoca solitudine e malinconia per via delle figure perse nel paesaggio come ne La grande siepe(2000) e ne I bossi (1999); in realtà uno sguardo più approfondito rivela una meraviglia e un’attrazione profonda per la vita e per il mondo circostante. L’artista esprime il piacere estetico del guardare il mondo, consapevole della propria libertà dovuta alla profonda cultura che ha caratterizzato tutta la sua vita e dell’isolamento non cercato in cui la condizione intellettuale lo confina. Alle grandi carte e alle tele che raffigurano esterni si affiancano alcune recenti opere che ritraggono interni di musei. Opere a tecnica mista come La sosta, La visita e Solo tutte del 2001. In questi spazi museali contemporanei, raffigurati con sapiente capacità, scopriamo le fonti ispiratrici dell’artista. Ecco un asciutto bronzo di Giacometti, che ebbe su Giovanni Paszkowski un notevole ascendente stilistico, ed ancora un grande “stiacciato” di Marino Marini che movimenta lo statico spazio di una grande parete espositiva.
Rimane comunque sempre leggibile quello stile da grafico che probabilmente è stato il suo “imprinting” originario fin dai tempi in cui, ragazzo, disegnava le copertine dei libri di Giovanni Papini, suo nonno, su richiesta di Enrico Vallecchi.

Link correlati:
www.amicidegliuffizi.com
http://it.news.yahos.co/ca/arte

Daniela Cresti


6 Dicembre 2001- 13 Gennaio 20002
orario: feriale 10-13/ 16-19. Festivo:10-13. Lunedì chiuso
ingresso gratuito
Catalogo presente in galleria


[exibart]

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