Andras Calamandrei (nato a Zofingen in Svizzera nel 1975) presenta numerose immagini, ordinate in un allestimento equilibrato e armonioso, accompagnato anche da un cofanetto pieno di provini che si possono sfogliare.
Tutte le fotografie sono state fatte da mezzi di locomozione: automobili, motorini, biciclette, autobus e treni. Per questo motivo riprendono sensazioni evanescenti di paesaggi stradali dentro e fuori città, includendo scie o riflessi di luci provocate dal movimento, colori sovrapposti o scritte più o meno significative. In una sequenza allestita su tre pareti il formato delle immagini
Se in genere un fotografo ferma impressioni che lo affascinano in qualche modo, perché corrispondono al suo mondo interiore, l’operazione di Calamandrei esalta proprio questo principio. Come se rovesciasse se stesso, butta fuori le immagini che lo tormentano interiormente,
Non è colpa del mezzo fotografico se non è in grado di raccontare tutto: è la sua natura. Quindi è lecito ascoltare le parole dell’autore, come contesto laterale, citate nel testo critico della curatrice Nicoletta Leonardi nel Quaderno che accompagna la mostra, ma si potrebbe anche trovare altre storie nelle stesse immagini.
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