Cinque sale in soffice semioscurità; dal nero dei pannelli emergono, carezzati da luci soffuse, ventidue volti di marmo che riverberano il loro ritrovato candore. E l’avvolgente allestimento ci permette come raramente succede di apprezzare ogni singola venatura restituita dal restauro a questo drappello scultoreo, piccola parte delle oltre centosessanta opere della collezione Riccardi. Un allestimento efficace e funzionale, concepito per seguire le teste nelle prossime sedi espositive e infine in quella che sarà la loro casa definitiva, una sala di Palazzo Medici Riccardi affacciata sul giardino, attualmente in fase di ristrutturazione.
Iniziata da Riccardo Riccardi nel Sedicesimo secolo e poi continuamente incrementata fino a divenire seconda solo a quella granducale, la collezione di marmi antichi trovò, nel secolo seguente, degna collocazione nel cortile principale di Palazzo Medici Riccardi e, per alcune statue all’epoca molto famose, negli appartamenti del piano nobile. Le ventidue teste in mostra erano rimaste escluse dalla sistemazione nel cortile o per motivi conservativi o perché esibite altrove nel Palazzo. Dopo un restauro che, oltre a ripulirle e consolidarle, ha ripristinato passati interventi integrativi rimossi, secondo la pratica di quegli anni, nel corso dei restauri seguiti all’alluvione del 1966, sono ora esposte al pubblico che ne può infine ammirare l’alto valore. Disposte secondo ordine essenzialmente cronologico, constano principalmente di due nuclei: un gruppo di teste romane di derivazione greca classica e una serie di ritratti romani, privati ed ufficiali, di età repubblicana, medio-imperiale e tardo-antica.
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Una vetrina per ventidue volti di marmo
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Valeria Ronzani
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piacer figlio d'affanno...
dopo lunga attesa abbiamo l'incommensurabile felicità di leggere un pezzo scritto da una vera professionista!
Complimenti Ronzani! Sempre brava!!!