Aenne Biermann, Howard Schatz, Sally Man… Non stupisce che un fotografo o una fotografa scelgano i propri figli come soggetti delle loro ricerche ma, di solito, sono più le fotografe che documentano i movimenti e i mondi
Le fotografie di Riccardo Mazzoni (nato nel 1975 a Borgo San Lorenzo, Firenze) sono il risultato di un’indagine sullo spazio che la piccola creatura sta conquistando e invadendo -quello dei genitori- e colpiscono per l’intensità dell’interpretazione. Prevale il nero nelle sedici immagini esposte, maestosamente stampate su carta baritata in un formato quadrato, che evocano talvolta sensazioni un po’ macabre.
Il fotografo domina consapevolmente il medium con cui traduce la sua visione di questo mondo misterioso e intimo in un linguaggio cupo e carico. Fuoco selettivo, visione ravvicinata, qualche mosso e fotografie rifotografate contribuiscono ad una certa astrazione e con questo alla decontestualizzazione dei soggetti nelle immagini. Dal buio spuntano un occhio, un braccio, un biberon, i pannolini. Il lettino misteriosamente
La sensazione dello spazio invaso dal figlio di Mazzoni si compone solo nell’insieme della serie esposta, dove le singole impressioni si mescolano ad una strana atmosfera, non tanto visiva quanto emotiva.
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