John Bellany nasce nel 1942 a Port Seton, paese di pescatori, da famiglia di pescatori, con nonni pescatori che vivevano a Eyemouth. Il cupo mare del nord segnerà l’avventura del ragazzo Bellany, come il viaggio a Buchenwaldt nel 1967 influenzerà il periodo più buio della sua arte. Poi, al culmine del successo, la vita prende una piega dolorosa e imprevista. Il divorzio, la salute che comincia ad abbandonarlo, la morte della seconda moglie. Nel 1988 il trapianto di fegato; sarà l’unico a
Umberto Sereni, sindaco della cittadina, cita nel saggio in catalogo Simon Shama e il suo Paesaggio e memoria . La tesi fondante del libro riconosce nel paesaggio l’essenza del legame vitale fra uomo e natura. E certo la pittura di Bellany della Valle del Serchio si è
«Cercavo un anno fa un luogo appartato e solitario dove fare certi miei poveri lavori e ribevermi certe mie lacrime in pace. Venni a Barga. Vidi che c’era “bello” e sostai. Ora la vostra accoglienza, o cittadini di Barga, mi dice che in questi luoghi c’è “buono”. Dove è la bellezza e la bontà il cuore dell’artista non ha altro da desiderare. Io rimarrò qui .»
link correlati
Sito ufficiale di John Bellany
Il sito di Barga
valeria ronzani
L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…
Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…
Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…
Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…
Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…
Da settembre 2026, il piedistallo “vuoto” più famoso di Londra ospiterà Lady in Blue: la nuova commissione pubblica dell’artista americana…
Visualizza commenti
C'è anche da notare, purtroppo, che i suoi lavori più tremendi e di più sviscerante modernità sono proprio quelli del suo (come per la maggior parte degli artisti di quella decade) decennio professionalmente più sofferto: the 70th!