John Bellany nasce nel 1942 a Port Seton, paese di pescatori, da famiglia di pescatori, con nonni pescatori che vivevano a Eyemouth. Il cupo mare del nord segnerà l’avventura del ragazzo Bellany, come il viaggio a Buchenwaldt nel 1967 influenzerà il periodo più buio della sua arte. Poi, al culmine del successo, la vita prende una piega dolorosa e imprevista. Il divorzio, la salute che comincia ad abbandonarlo, la morte della seconda moglie. Nel 1988 il trapianto di fegato; sarà l’unico a
Umberto Sereni, sindaco della cittadina, cita nel saggio in catalogo Simon Shama e il suo Paesaggio e memoria . La tesi fondante del libro riconosce nel paesaggio l’essenza del legame vitale fra uomo e natura. E certo la pittura di Bellany della Valle del Serchio si è
«Cercavo un anno fa un luogo appartato e solitario dove fare certi miei poveri lavori e ribevermi certe mie lacrime in pace. Venni a Barga. Vidi che c’era “bello” e sostai. Ora la vostra accoglienza, o cittadini di Barga, mi dice che in questi luoghi c’è “buono”. Dove è la bellezza e la bontà il cuore dell’artista non ha altro da desiderare. Io rimarrò qui .»
link correlati
Sito ufficiale di John Bellany
Il sito di Barga
valeria ronzani
Magazzino Italian Art prosegue il programma di approfondimento degli artisti legati al movimento dell’Arte Povera: dopo Piero GIlardi e Michelangelo…
L'anonimo collettivo artistico Secret Handshake ha installato un wc dorato di tre metri davanti al Lincoln Memorial di Washington: arte…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 30 marzo al 5 aprile, in scena nei…
Algoritmi, Intelligenza Artificiale, potere, sicurezza e responsabilità: il nuovo paradigma del controllo, raccontato con inquietante profondità nel nuovo film di…
Gli spazi della Thomas Dane Gallery di Napoli ospitano una mostra che riunisce otto artisti, da Tatiana Trouvè e Anri…
91.500 visitatori, oltre 170 istituzioni e vendite solide fin dalla preview. Così la fiera rafforza la centralità di Hong Kong,…
Visualizza commenti
C'è anche da notare, purtroppo, che i suoi lavori più tremendi e di più sviscerante modernità sono proprio quelli del suo (come per la maggior parte degli artisti di quella decade) decennio professionalmente più sofferto: the 70th!