Il lavoro di Arnold Mario Dall’O dichiara con immediatezza i presupposti su cui si fonda – ironia, intelligenza, percezione globale della cultura delle immagini – e gli esiti verso i quali tende: narrazione icastica, provocazione e raffinate soluzioni formali, il tutto infarinato da un certo autocompiacimento.
Le opere di grandi dimensioni esposte da Sergio Tossi spaziano attraverso i più diversi temi della cultura
Nel suo lavoro l’artista suggerisce una bizzarra operazione di recupero: materiali e immagini vengono ripescati nelle periferie della realtà percetta e riproposti in combinazioni inaspettate. Sottratti ai loro contesti originari tutti questi elementi si trovano candidamente accostati sullo spazio ritagliato per loro; qui una nuova prossemica regola le mutue distanze, indifferente a qualsiasi proprietà logica o associativa. Ogni singolo particolare conserva gli indizi della propria specificità e li riutilizza nella definizione di nuovi significati scaturiti dalla composizione inventa (cioè, propriamente, trovata) dall’artista.
Dietro lo scrupoloso impegno con cui viene portato a termine questo lavoro si intravede la dedizione, un po’ maniacale, del collezionista appassionato e, secondo questa prospettiva, risulta quanto mai appropriato il titolo dato da Vittoria Coen al brillante testo che introduce il catalogo: “Collezionista di immagini”.
Dallo sfondo di tappezzerie a motivi arborei avanzano corpi di uomini e di animali, oggetti di uso comune (una sedia, un peluche) e meno (un estintore), si arrestano appena prima della soglia del quadro per lasciare il primo piano ad altre figure, creaturine da fiaba o illustrazioni didascaliche sull’uso corretto del preservativo.
La redazione di ogni “episodio” ha tutta la naturalezza della scena inventata per gioco. Dall’O non sembra preoccuparsi che il suo lavoro sia leggibile istantaneamente: il suo lavoro ad una prima rapida occhiata destabilizza l’osservatore, lo lascia andare e si riserva di soggiogarlo, a un secondo passaggio, con segnali inaspettati e argomentazioni svelate.
articoli correlati
La precedente mostra da Sergio Tossi: Daniela Papadia
Pietro Gaglianò
In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…
L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…
L’ampliamento firmato da OMA raddoppia la superficie del New Museum di New York, che riaprirà nel marzo 2026 con una…
Grazie a una donazione da 60 milioni, il Rijksmuseum di Amsterdan aprirà un nuovo parco dedicato alla scultura contemporanea, con…
Co-creazione, intelligenza artificiale e patrimonio: Dicolab lancia i nuovi percorsi formativi gratuiti per professioniste e professionisti del settore culturale. Aperte…
Al Parco delle Acacie di Pietralata, una campagna di archeologia preventiva ha portato alla luce un antico complesso composto, tra…