La Basilica di Santa Croce ospita un interessante omaggio dell’artista Nino Gorni alla celebre scena del Tributo masaccesco. Sono esposte una serie di tavole realizzate in fresco secco. La tavola maggiore rappresenta fedelmente, anche nelle dimensioni, l’originale della Cappella Brancacci; le tavole minori sono elaborazioni di singole parti dell’opera principale. L’artista, presente all’inaugurazione, si sofferma sulla ricchezza del suo procedimento: la tavola di legno è in un primo momento telata, quindi intonacata con malta idraulica. Il disegno è poi riportato mediante lo “spolvero”. Un’attenzione particolare è dedicata anche ai colori: Gorni li ottiene mesticando pigmenti puri a un legante a base di calce e caseina lattica. La modalità di esecuzione è delicata e complessa; l’artista ha fatto tesoro dei segreti custoditi negli antichi manuali ed è riuscito a riprodurre colori quasi identici a quelli ottenuti da Masaccio. La questione tecnica è dunque di pari importanza rispetto a quella iconografica: da un lato l’abilità di Nino Gorni garantisce l’esistenza di questo fine procedimento; dall’altro la contemplazione dell’opera masaccesca rivela esigenze di armonia e ordine in opposizione all’attuale perduto antropocentrismo.
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Costantino Maiani
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