Categorie: toscana

Fino al 16.VI.2002 | Nam June Paik a Vinci | Vinci (fi), Museo Leonardiano

di - 4 Aprile 2002

Non è certo un filo invisibile quello tra Leonardo e una personalità come Nam June Paik. Il grande genio del Rinascimento, col suo eclettismo a tutto campo, con la sua inventio talmente rivoluzionaria da poter essere afferrata in tante sue parti solo secoli e secoli dopo, fosse stato figlio del terzo millennio avrebbe senz’altro navigato nell’universo dei nuovi media. E così, dopo le invenzioni di Panamarenko nel 1999, chi meglio del padre della video arte poteva rimarcare quel cammino di continua ricerca lungo il sentiero di arte e tecnica (anzi, della tecnica come arte)? L’esposizione, come già quella di Panamarenko, nasce all’interno del progetto Arte all’arte Rinascimento Nascimento Arte Tecnica Tecnologia Scienza, ideato e promosso dall’Associazione Arte Continua e sostenuto, fra l’altro, dall’Unione Europea. E bene fa Romano Nanni, direttore del Museo Leonardiano, a sottolineare come Paik sia riuscito a imporre al mondo dell’arte l’uso della tecnologia, ma all’interno di una visione utopica che lo ha portato ad anticipare , già nel 1993, prima del piano-Clinton, la creazione delle autostrade elettroniche, di cui rivendica orgoglioso la paternità. La tecnica come mezzo artistico. Così Leonardo fu di un’inattualità incredibile rapportato al suo tempo, un anticipatore totale; e quell’istanza imprescindibile dell’utilizzo diretto della tecnica passa a noi in prima battuta attraverso l’ingegneria (a Leonardo non interessava che i suoi disegni di macchine fossero belli, ma che fossero esatti).
Paik, un eclettico anche lui, nasce come musicista di avanguardia. Si laurea in storia della musica con tesi su Schoenberg, incontra Stockhausen e Cage. La rassegna, curata da Alessandra Pace, presenta una vasta produzione di video dagli anni Sessanta in poi (sei ore di proiezioni) che ben documentano la poliedricità del suo intelletto; gli interessi i più vari, anche se la cifra stilistica prevalente ci sembra un graffiante spirito neo-dadaista. Ad essi si affianca una selezione delle opere più celebri, dai totem di televisori ai Budda in meditazione catodica; ma, punto sublime, oltre a Egg grows n. 4 del 1984 dal Kunstmuseum di Wolfsburg, è One candle (1988/89), dal Museum fuer Moderne Kunst di Francoforte, poesia assoluta che ci catapulta in una dimensione atemporale, appartato angolo di luce veermeniana. E’ questa di Vinci la prima mostra italiana di Paik dopo la storica partecipazione alla Biennale veneziana del 1993, dove stupì il mondo allestendo per il Padiglione tedesco una Cappella Sistina subacquea, omaggio alla città lagunare. Un motivo in più per non mancare.

articoli correlati
Panamarenko – Il grande Fritz
Grandi opere di Paik alla mostra De Gustibus di Siena

Valeria Ronzani


16 marzo – 16 giugno 2002
Vinci, Palazzina Uzielli, Museo Leonardiano
Orario della mostra: tutti i giorni 9.30 – 19.00
Biglietti: solo mostra intero € 5, ridotto € 3 (gruppi min. 15 persone, ragazzi dai 6 ai 14 anni);
mostra e museo intero € 7, ridotto € 4 (gruppi min. 15 persone, ragazzi dai 6 ai 14 anni);
gratuito per i bambini sotto i 6 anni, guide turistiche e accompagnatori con gruppi.
Informazioni mostra: Associazione Arte Continua, via del Castello 11, 53037 San Gimignano (si)
Tel. 0577-907157 fax 0577-940484
e-mail artecontinua@tin.it
Ufficio Turistico Intercomunale, Tel. 0571-568012 fax 0571-567930
e-mail terredelrinascimento@comune.vinci.fi.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Zin Taylor, Propylon Stela: Tokens per un’Archeologia Fantascientifica

Lo spazio espositivo assume una forma cosmopoietica, una galassia di ambient tokens che si organizzano in una costellazione di sculture…

9 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Topografie instabili: Vienna come sedimento nella pittura di Guglielmo Castelli

L'artista italiano trasforma la tela in palinsesto urbano: strati di segni, corpi sospesi e memorie sedimentate si manifestano nell'incontro tra…

8 Marzo 2026 22:02
  • Cinema

Al cinema, Hamnet reinventa la nascita dell’Amleto

Chloé Zhao immagina l’origine dell’Amleto nel dolore di Anne Hathaway e William Shakespeare, tra natura panteistica, magia domestica e memoria

8 Marzo 2026 17:02
  • Attualità

«Portiamo gli studi degli artisti sui muri di Venezia». La proposta in occasione della Biennale 2026

La totale assenza di artisti italiani alla prossima Biennale Arte ha aperto un ampio dibattito sulla rilevanza del sistema dell’arte…

8 Marzo 2026 15:39
  • Fotografia

Tra neon e fantasie: il teatro segreto di Lisa Kereszi

Fino all’11 aprile 2026 è in corso, negli spazi di NONOSTANTE MARRAS per Photo Vogue Festival, la mostra fotografica di…

8 Marzo 2026 15:00
  • Fotografia

Other Identity #195, altre forme di identità culturali e pubbliche: Marco Rufini

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

8 Marzo 2026 10:30