Categorie: toscana

fino al 25.III.2008 | Ottone Rosai | Firenze, Palazzo Medici Riccardi

di - 21 Febbraio 2008
Quel tuo sguardo bruciante di tenerezza / lo rivediamo oggi più calmo, / persa l’asprezza dell’invettiva / risentiamo la tua voce viva”. Sono parole di Alessandro Parronchi a 25 anni dalla morte di Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957). Ma, osservandone le opere raccolte a Palazzo Medici, sembra ancora necessario trovare per lui la giusta distanza critica tra la vicenda dell’uomo e quella dell’artista. Questa mostra dà l’impressione di poter fornire appunto l’occasione di meditazioni critiche aggiornate sulla sua figura: una ristretta selezione di cinquanta opere, su cui ci si può ben concentrare, riesce a toccare tutti gli aspetti e i temi fondamentali della produzione di Rosai, anche quelli più controversi, come la dichiarata seppur sofferta omosessualità, e ripercorrerne, in una breve sezione bibliografica e con gli apparati in catalogo, la biografia e la fortuna critica.
Nel giudizio su Rosai ha sempre pesato molto la scelta di fiorentinità dei temi: Via Toscanella e Via Erbosa erano chiamate provinciali, senza intendere il senso che aveva in quegli anni, fra il 1922 e il 1930, una prima rivalutazione storica dell’esperienza macchiaiola a opera di Mario Tinti, che di Rosai fu amico, e di Emilio Cecchi, che tentavano di ricostruire una via italiana alla modernità. Questo atteggiamento critico -basato su criteri di progresso e individualità fortemente modellati dalle ideologie- prevedeva anche un continuo rimando alla tradizione dei quattrocentisti toscani, più volte richiamati per Rosai: da Masaccio al Beato Angelico.
Ma la Firenze di Rosai era anche culturalmente fecondissima e piena di contrasti: dalle battaglie futuriste alla stagione delle riviste, dai capolavori di architettura fascista agli intellettuali delle Giubbe Rosse, in quel momento fra le strade di Firenze s’incontrava tutta la modernità, e l’opera di Rosai ne incarna certamente le inquietudini. Insofferente all’Accademia, Rosai incrocia presto Marinetti e i futuristi di “Lacerba”, e ne sono una prova i suoi richiami quasi naïf nelle prime opere, con rimandi a Rousseau il Doganiere, a Cézanne nei paesaggi.
Dopo la guerra arrivano i silenzi metafisici delle sue strade e delle piazze, come avviene in Incantabilità del tempo (via San Leonardo), e anche i suoi nudi maschili -tra i pochi scampati a una vera e propria damnatio memoriae volta a cancellare il segno dell’omosessualità- che non violentano mai l’involucro formale, ma sono scarnificati, messi a confronto, da Luigi Cavallo, con quelli deformi di Bacon, e che attestano la sua modernità, quel voler essere “nient’altro che un artista”.
Rosai non rinnegherà mai le proprie scelte via via anarchiche, futuriste e fasciste. Perché la sua politica è principalmente nella sua opera, dedicata agli esclusi, in una visione antitetica rispetto ai miti di modernità e superomismo proposti dal fascismo, a una città vissuta con amore e odio, definita “addormentata, pidocchiosa e cenciosa”, ma che rimane riferimento imprescindibile. Con una coerenza artistica che offre l’unica salvezza davanti allo smarrimento ideologico e alla solitudine, portati dall’agognata modernità.

articoli correlati
Rosai alla Galleria Comunale di Arezzo

silvia bonacini
mostra visitata il 26 gennaio 2008


dal 26 gennaio al 25 marzo 2008
Ottone Rosai
Palazzo Medici Riccardi
Via Cavour, 3 – 50129 Firenze
Orario: da giovedì a martedì ore 9-19
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3,50
Catalogo Pananti
Info: tel. +39 0552332225; www.palazzo-medici.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

I Kabakov arrivano a Venezia con un racconto intimo della laguna

Fino al 28 Giugno, a Palazzo Ca’ Tron, tra le pieghe di una Venezia autentica, prende corpo un organo memoriale…

2 Giugno 2026 23:05
  • Arte contemporanea

Ad Albissola la casa-utopia di Asger Jorn ospita i fossili in ceramica di Luca Trevisani

La splendida Casa Jorn laboratorio del contemporaneo: la mostra di Luca Trevisani mette in dialogo impronte preistoriche, ceramica e rituali…

2 Giugno 2026 20:10
  • Mercato

Storia di un capolavoro di Beato Angelico, battuto all’asta a Firenze per quasi €450.000

Tra i protagonisti delle aste italiane della stagione, anche un Old Master messo in vendita da Pandolfini. Appena riscoperto, era…

2 Giugno 2026 17:11
  • Arte contemporanea

Ahuva Zeloof trova l’arte nella nuda pietra: libro e mostra a Milano

A Milano, il lancio del volume FAITH e una mostra dedicata alle nuove sculture di Ahuva Zeloof, nate da pietre…

2 Giugno 2026 14:30
  • Arte contemporanea

La Galleria Latina riapre con Soglie: ventidue artisti italiani per un nuovo inizio

Lo storico spazio fondato negli anni Ottanta inaugura un nuovo corso con una mostra che indaga il concetto di soglia…

2 Giugno 2026 13:30
  • Personaggi

È stata trovata morta a San Paolo Hilde Lynn Helphenstein in arte Jerry Gogosian, voce critica dell’arte

È giallo sulla morte di una delle voci più taglienti del sistema dell’arte internazionale. Il suo corpo è stato ritrovato…

2 Giugno 2026 13:03