Accanto ai rami che si inerpicano sulle tele, troviamo volti, riflessi e corpi ad abitare la Casa sull’albero di Simone Simonetti. La prima personale del giovanissimo artista toscano trae il titolo da un luogo tipico dell’immaginario infantile, punto di rifugio e gioco, scambio e crescita. Richiamo che sintetizza bene la ricerca qui presentata, frutto del lavoro coerente degli ultimi tre anni.
Simonetti recupera le origini della sua scelta di essere artista, che risale ad un periodo lontano ed apparentemente, solo apparentemente, inconsapevole: quello in cui, da bambino, spendeva pomeriggi a disegnare. A distanza di anni, l’artista riprende i vecchi schizzi su carta, li filtra attraverso la memoria e l’esperienza acquisita. Emergono immagini dalle codificazioni tutt’altro che scontate, dove già appare evidente
L’interpretazione attuale della propria storia personale trova nelle opere recenti una significativa omogeneità, specchio di una convinta perseveranza nel filone di ricerca individuato e seguito attraverso gli anni.
Anche a livello stilistico, le scelte dell’autore si trovano in sintonia con i contenuti delle opere, tutti tesi a scavare nella memoria passata per riscoprire le radici della propria vocazione all’arte. I colori, il verderame e la terra bruciata, sono quelli del paesaggio a lui familiare: l’acqua e la campagna di Torre del Lago. Il metodo con cui distribuisce e toglie gli strati di pittura, lasciando emergere le figure del suo immaginario infantile, riflette l’azione analitica di spolverare i ricordi, che restano leggibili ma vaghi.
silvia bottinelli
mostra visitata il 10 settembre 2004
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