I Bianchi di Ezio Gribaudo trovano adeguata collocazione accanto ai disegni a matita, altrettanto silenti e sospesi, Le Sibille e Mobili nella Valle (1936) di Giorgio De Chirico. Alcuni lavori su carta buvard risalgono al Premio per la Grafica della Biennale di Venezia 1966. I Flani e i Logogrifi documentano la ricerca sperimentale su diversi materiali, la graduale appropriazione di un segno originale attraverso l’esplorazione delle possibilità della tecnica mista e del collage, dell’intervento estemporaneo sul ready made.
Accanto ad un’opera di Alberto Savinio, Le Navire Perdu (1928), troviamo due diverse versioni di Navire (1975-78) di Gribaudo, che riprendono le forme vaghe e surreali del primo e le trasportano in un bianco altorilievo sognante composto di polistirolo e flani tipografici.
Le due opere di Jean Dubuffet, la cui mostra si è da poco chiusa negli stessi spazi del Lu.C.C.A., arricchiscono un percorso documentato dalla presenza di opere dei grandi maestri del secolo scorso. Questa mostra è testimonianza di una ricerca che approda per gradi al non figurativo, passando dall’avanguardia storica all’informale, dall’espressionismo all’astrattismo.
Gli studi formali di Henry Moore Idee per Scultura (1932), per il quale Ezio Gribaudo aveva curato il volume Taccuini Inediti per le Edizioni Fratelli Pozzo, forzano l’osservazione del corpo umano e piegano figure antropomorfe in immagini simboliche di disagio e dolore. Colpisce il fatto di trovarli esposti insieme a due sculture-totem di Ezio Gribaudo realizzate in polistirolo nel 1969: l’enigma dei logogrifi viene elevato a statua, monumento imponente a prima vista, leggero materialmente, perturbante nell’infinità di significati che veicola.
Osseviamo ancora, in questa mostra, i maggiori esponenti del gruppo CoBrA nei vigorosi
Le opere Teatri della Memoria di Gribaudo ripercorrono, invece, in tecniche miste su tela, la sua carriera artistica. Un alternarsi di stili, un’estenuante ripresa di immagini e colori che si configura come work in progress, esercizio di una vita intera: lavorìo dell’artista sempre presente nella continua nascita dell’opera d’arte.
L’opera di Lucio Fontana documenta la sua prima mostra a New York, nel 1961, alla Galleria di Martha Jackson. È stato presentato il film Viaggio a New York, girato all’epoca da Ezio Gribaudo e Francesco Aschieri e musicato da Paolo Cipriano e Valentina Mitola. Proprio in quell’anno, Gribaudo aveva curato il volume di Michel Tapiè Devenir de Fontana per le Edizioni Fratelli Pozzo. Questo viaggio era stato l’occasione per conoscere da vicino i grandi protagonisti dell’Action Painting: da Hans Hofmann a Clyfford Still a Yves Klein. Nel film si possono riconoscere gli artisti Fontana, Conrad Marca-Relli, il gallerista Samuel Kootz, Salvatore Scarpitta, Norman Bluhm.
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Ezio Gribaudo. Viaggi nella Memoria: Mirò, Savinio, De Chirico, Fontana, la Biennale di Venezia del 1966 e i Teatri senza Tempo
a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni
LU.C.C.A. – LUCCA CENTER OF CONTEMPORARY ART
Lucca
via della Fratta, 36
tel: 0583 571712 Fax: 0583 950499
mar-dom 10,00 – 20,00
ven 10,00 – 24,00
chiuso lunedì
Catalogo: Silvana Editoriale, 20 euro
ingresso: intero 7 euro; ridotto 5 euro
[exibart]
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