Nell’ambito dell’identificazione del viareggino Lorenzo Viani quale figura tra le più significative del panorama artistico del nostro Novecento, questa mostra, ideale prosieguo dell’antologica tenuta nel 2000 a Palazzo Medici di Seravezza, si pone come appuntamento assolutamente imperdibile per ammirare una fra le più intense e sconvolgenti produzioni dei primi decenni del secolo scorso, frutto del lavoro di un artista che ha sempre fatto della sua personale musa, del suo feroce bisogno creativo l’essenza della sua arte, vicino sì ai più grandi movimenti che agitavano l’Europa, ma mai aderente a una corrente, un manifesto ideologico.
Viene qui offerto un panorama di ben cento e una opere, e un doveroso elogio va all’attenzione posta dai curatori
L’esposizione evidenzia anche il rapporto che l’artista instaurò con il professor Guglielmo Lippi Francesconi, un’amicizia nata durante il periodo di ricovero di Viani (sofferente di una forma di asma cronica che lo porterà a morte prematura nel 1936) nella casa di cura “Ville di Nizzano”, di cui all’epoca lo psichiatra era vice-direttore. E nel 1935, nel discorso inaugurale alla mostra dei disegni per il volume “Le chiavi nel pozzo”, il Francesconi sottolinea come l’arte di Viani abbia saputocatturare la realtà manicomiale con una precisione quasi clinica; un legame quello fra Viani e l’illustre medico che tornerà ancora nei ricordi di Francesconi, anch’egli destinato a una morte tragica nel 1944 per mano dei nazisti a causa del suo rifiuto a collaborare. E gli elementi di questo rapporto ben vengono approfonditi nel ricco catalogo dell’esposizione, in veste grafica particolarmente curata ed elegante per i tipi di maschietto&musolino, Pistoia, corredato da saggi
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Valeria Ronzani
mostra vista sabato 4 agosto 2001
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