I meandri dell’ex carcere delle Murate per le fotografie di Andras Calamandrei, e le alte volte del Tepidario Roster del Parco dell’Orticultura come scenografia per il video di Letizia Renzini: La Città Visibile di Rotte Metropolitane prosegue con altri due percorsi artistici.
Nelle fotografie di Andras Calamandrei luoghi deserti, immortalati nella più completa desolazione, parlano di un tempo sospeso, senza né un prima o un poi. Gli scenari delle città sono colti dall’obiettivo fotografico nella loro nudità architettonica. Monumenti, palazzi, giardini senza alcuna presenza umana.
Il linguaggio di Calamandrei è diretto, rapido, ma non scontato. La solitudine dei suoi ambienti non cerca di essere compresa o approvata: si da allo spettatore nella più totale immediatezza. Non per questo il senso di estraneità e di distacco da contesti ambientali comuni è percepito meno intensamente. L’artista afferma di essersi ispirato a Lo straniero di Camus nel realizzare gli scatti. Un muoversi non certo lento, ma
La videoinstallazione Pentesilea di Letizia Renzini – appartenente al gruppo artistico Timet – si è invece ispirata a Von Kleinst e alla sua opera omonima, che ha come protagonista la Regina delle Amazzoni. La mitologia vuole che il destino del suo esercito di donne fosse di quello di cacciare un compagno per poi ucciderlo: Pentesilea andrà contro lo stesso fato, innamorandosi prima di Achille, per poi ucciderlo e infine togliersi a sua volta la vita. La Renzini ha ricreato la Festa delle Rose, durante la quale le donne sono impegnate nella caccia umana, usando tre grandi semisfere sospese nel vuoto. Al loro interno si sussegue una
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