Categorie: toscana

fino al 3.I.2003 | Patrizia Guerresi Maimouna – Fathime | Firenze, Varart

di - 22 Ottobre 2002

Questi ultimi lavori sono la continuazione e l’ampliamento di una ricerca sul corpo, inteso come corteccia, pelle, velo, contenitore; un corpo esterno che muta in continuazione”.
È questa dunque la chiave di lettura delle Fathime di Patrizia Guerresi Maimouna esposte nella galleria fiorentina Varart.
Affrontando un tema estremamente attuale, come quello delle “donne velate”, Patrizia Guerresi Maimouna incentra la propria ricerca artistica sulla spiritualità femminile, offrendo il punto di vista di una donna occidentale, convertita alla fede musulmana. Lavorando con la fotografia e il calco scultoreo l’artista realizza delle opere in cui sono presenti elementi appartenenti all’iconografia cristiana, ortodossa e mussulmana.
Fathima è la donna, la madre, la Vergine. Tre elementi si combinano nell’opera di Patrizia Guerresi Maimouna: l’erotismo e la sensualità del corpo femminile, la maternità, la spiritualità e la fede religiosa. L’unione di queste tre componenti esprime una visione del tutto particolare della donna velata: il velo è inteso “non come imposizione ma come copertura, corazza, protezione di un sensuale pudore materno e femminile, ma anche contenitore di arcaici misteri, di energia e di potenza spirituale ”.
Il corpo non si pone mai nella sua totalità, ma si presenta per frammenti, ritagli (e qui il riferimento a Igor Mitoraj è d’obbligo), oppure è coperto, sottinteso, quasi a indicare la propria mutevolezza, precarietà. Sul corpo sono posti alcuni oggetti, come le conchiglie della Vergine della Capa-Santa, il corpetto della Vergine della Luce o il grande unico seno (frutto di una precedente scultura) della Vergine del Latte .
Poste in secondo piano rispetto all’opera scultorea, sia nel numero che nella collocazione, risaltano invece le fotografie, fortemente evocative, ma al tempo stesso eteree e immateriali.
Patrizia Guerresi, attiva in Veneto già dagli anni settanta, aggiunge al proprio nome di nascita anche quello islamico di Maimouna (nome della madre spirituale) datole in Africa dieci anni fa.

beatrice guarneri
mostra vista il 4.X.2002


Patrizia Guerresi Maimouna – Fathime”,
Varart, via dell’Oriuolo, 47-49r, (piazza Duomo) Firenze.
Fino al 22 novembre 2002. Orario: 10.00 – 12.30, 16.00 – 19.30.
Lunedì e festivi chiuso. Ingresso libero.
Per informazioni: 055 284265. E-mail: varart@tin.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Arte tra le Dolomiti: due nuove opere in programma per RespirArt 2026

La 18esima edizione di RespirArt porta nelle Dolomiti del Trentino le nuove opere site specific di Antonella De Nisco e…

13 Maggio 2026 18:14
  • exibart.prize

La Fondazione Ado Furlan presenta la mostra personale di Arianna Ellero

La pittura non costruisce immagini: costruisce condizioni. Il segno non descrive, incide; il colore non rappresenta, agisce

13 Maggio 2026 17:08
  • Mercato

Tutti a New York: guida alle grandi fiere della settimana

Inaugurano una dopo l'altra le super fiere di maggio, sparpagliate per la Grande Mela: da Frieze NY a Tefaf NY,…

13 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Txuspo Poyo. Archeologie di memoria collettiva a Bilbao

Ultimi giorni all’Azkuna Zentroa per visitare la grande mostra "Anónima" che raccoglie una selezione di opere che rivelano l'universo distintivo…

13 Maggio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend: il contemporaneo attraversa nuove geografie urbane

La quarta edizione di Contemporanea mette in rete 32 spazi della capitale, proponendo una lettura alternativa della scena artistica romana,…

13 Maggio 2026 15:30
  • Mostre

Ai Weiwei in mostra al MAXXI L’Aquila. Due terremoti e una domanda: cosa resta dopo il trauma?

Fino al 6 settembre 2026, Palazzo Ardinghelli ospita "Aftershock": quarant'anni di pratica dell'artista e attivista cinese che ha scelto L'Aquila,…

13 Maggio 2026 15:00