Potrebbe essere stata un’inondazione dell’Arno a coprire di verde le pareti della galleria Brancolini di Firenze. Ma non abbiamo a che fare con forze della natura. Forse. Causa prima della trasformazione delle sale è Francesco Carone. Ventisette anni sulle spalle ed una maturità ben più di peso. Non possiamo dire che sia frutto di viaggi e scoperte lontane. Carone è nato a Siena e non ama fare il turista. Preferisce fermarsi a considerare alcuni temi chiave ed affidare il messaggio al suo alfabeto
Non è il solo. Al piano di sopra una Vespa dipinta di verde (“rappresenta meglio del rosso l’ultima fase del processo alchemico”) è incatenata al muro. Non ci sono specchietti retrovisori. Non è possibile guardare indietro. Ancora: “E’ il nuovo che avanza ”. La scritta campeggia sul muro ed è indizio di forze contrastanti: la Vespa potrebbe muoversi, ma è frenata da una catena. Le parole invitano all’innovazione, ma sono composte da muschi cresciuti con estrema lentezza sui tetti di Siena. La morale è un ostacolo per la ricerca scientifica, per la crescita ed il cambiamento.
Un percorso incerto e ricorsivo, come il viaggio di un boomerang. Ecco, alla fine si tratta di un gioco. Il pavimento della galleria è ricoperto di feltro verde come un tavolo da biliardo. Birilli e biglia sono appoggiati a terra, a portata di piede dei visitatori (che li hanno tempestivamente distrutti!). Appeso alla parete, un 8 ruotato di 90 gradi. E’ il numero civico della casa dell’artista. Ma anche il numero della palla nera del biliardo, la più importante. Basta un breve movimento per trasformarlo nel simbolo dell’infinito.
Un gioco che si ripete da sempre, per cercare di andare avanti al di là della tradizione. L’alleato-avversario è la morte, protagonista incontrastata. Un teschio verde rotola ai piedi della gente, come una palla da biliardo. Almeno, Houdini è resuscitato. Per dare vita al nostro meccanismo infinito.
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silvia bottinelli
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A legger la recensione la mostra sembra davvero interessante e piena di stimoli. Spero di riuscire a vederla prima che chiuda! Qualche opinione di chi l'ha già vista?
"Ecco, alla fine si tratta di un gioco"... o, più verosimilmente, di un gag-party. Sarà che l'unico gelato che mi fa rabbrividire piuttosto che ingolosirmi o rinfrescarmi è quello al pistacchio. Ma se il tema è la morte, meglio di così non si poteva fare...