Al di là dell’astratto e oltre l’informale, la pittura di Carmelo Bolognese è turbine di colore che si fa pulviscolo danzante. L’orizzonte visivo, privo della ditinzione tra cielo e terra, si riempie del volteggiare secco e pulito di pennellate vibranti. Guizzi stenografici che disegnano pentagrammi vorticosissimi di sinfonie visionarie, dove l’adagio spesso prelude alla polifonia incantevole delle infinite declinazioni di tonalità racchiuse nel monocromatico. Le possibilità del verde prendono movimento in “Vitalità”, pioggia centrifuga e centripeta delle forze dinamiche della Natura; gli umori dell’Io insanguinano indolori la tela mostrando “I colori dell’anima”; la pazza visionarietà di un orizzonte ritmico dipinge lo “Spazio giallo”.
Maurizio Rossi
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