Bellissima principessa fenicia, figlia del re di Sidone, rapita da Giove sotto sembianze di toro bianco e trasportata per mare fino all’isola di Creta, è Europa la protagonista assoluta di questa grande esposizione che la Galleria degli Uffizi dedica al suo mito. Quasi contemporaneamente un libro di Luisa Passerini edito da Giunti e un convegno a Venezia dal 13 al 16 giugno, a testimoniare la fertilità degli studi sull’argomento e l’impulso che gli stessi hanno dato alla nascita di questa mostra.
Centocinquanta opere, dal VII sec. a. C. al Novecento, pitture, sculture, manoscritti, incunaboli, incisioni, disegni e ceramiche da prestatori italiani, europei e americani. Un mito che non tramonta, frutto della fusione di diverse fonti antiche su cui ancora si discetta. Il
Dalla sezione iniziale dedicata all’antico, dove spicca un affresco pompeiano proveniente dal Museo Archeologico di Napoli, si passa alla riscoperta del mito nell’ambito dei nascenti studi umanistici del sec. XIV, soprattutto grazie alla fortuna
Quanta strada percorsa in queste stanze fiorentine, ma la principessa fenicia dalle rive di Creta è ancora qui con noi, magari mutata dallo scorrere dei secoli, ma sempre parte viva della nostra cultura, la mostra degli Uffizi ne è la sorprendente conferma. Il nostro filo ininterrotto con la classicità, quanto ancora a lei dobbiamo e come ne siamo inconsciamente intrisi è il valore aggiunto che si evince al di là della vicenda particolare. In un’epoca di “mostrifici”, esposizioni ripetitive e spesso inutili, una delle manifestazioni più interessanti (e di serie basi scientifiche) degli ultimi anni.
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Sito ufficiale della Galleria degli Uffizi
Valeria Ronzani
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