Categorie: toscana

Fino al 9.III.2014 | Femminile, plurale | Biffiarte, Piacenza

di - 1 Marzo 2014
Femminile, plurale è il titolo della rassegna –  in tre atti – inaugurata negli spazi espositivi della Galleria Biffi Arte di Piacenza. Alessandra Redaelli, curatrice dell’evento, ha deciso di dare voce alla creatività di trenta donne forti e decise nell’arte come nella vita. Trenta donne che, divise in tre squadre, raccontano e racconteranno il loro mondo interiore, il loro rapporto con la realtà e i loro sogni.  Il primo atto è dedicato, come scrive la curatrice nel pezzo critico dell’elegante catalogo, a “L’interiorità, lo sguardo dentro” perché – “guardarsi dentro è una delle cose che le donne sanno fare meglio”.
L’autoritratto è il tema fondamentale per Ilaria Margutti che realizza tele dipinte e ricamate, analizza in modo originale i propri stati d’animo rendendoli tattili (Useless box) e presenta una video installazione dove, provocatoriamente, si cuce le gambe per sottolineare l’importanza che il corpo ha nell’espressione di sé.

Ironici e un po’ beffardi sono i lavori di Vania Elettra Tam che trasformano situazioni di vita quotidiana in avventure fantastiche e atmosfere trasognate, dove i colori si mescolano tra loro in delicate armonie che vibrano all’interno dell’anima (Nel bosco non c’è campo; Cielo…un cane; Cielo…il passero solitario).
L’elemento naturale è sempre presente nelle opere di Tamara Ferioli che inserisce i suoi bellissimi capelli rossi nei lavori realizzati a matita su delicata carta giapponese e crea gioielli che sembrano sculture fatte non solo di materiali preziosi come l’argento ma anche di foglie, legno, muschi e licheni. Un vero e proprio mondo incantato fatto di emozioni sospese e oniriche vegetazioni (Se non tocco il suolo mi sembra di non essere qui; Ancestrale).
Intimi e segreti sono i ritratti femminili e maschili di Erica Campanella nei quali i soggetti, raccolti nella loro intimità, sembrano ricercare un’apertura di senso sull’uomo. Una pittura ricca di istintività ed emozionalità che viene evidenziata in modo più efficace quando l’artista lavora su lastre di ottone o di rame (Uomo donna; Grembo).
Romantiche e avvolte in atmosfere atemporali sono le fanciulle dipinte da Anna Madia; fanciulle trasognanti che sembrano raccolte in se stesse in un’armonia mentale e naturale che le rende teneramente indifese e magicamente eteree (Nuit; L’isola di Kalyptein).
I lavori di Vania Camoretti racchiudono, e nello stesso tempo mostrano, uno spazio intimo, privato. I segni del tempo sono delineati in volti consumati che evidenziano percorsi di vita e diventano dei contenitori di esperienze (Iride; Wish).
Attraverso l’uso di tecniche e di materiali diversi Rossella Roli racconta la propria interiorità e realizza installazioni racchiuse in valige che diventano veri e propri scrigni magici nei quali maschere antigas si trasformano in maschere fiorite e rossetti da make up si trasformano in proiettili. Lavori originali e ironici che rivelano una dimensione poetica concettuale che ritrova nel vissuto individuale gli elementi dello sconfinamento tra esperienze di vita e opera d’arte (Me and you. Picnic set; Beauty train case. Centomila baci).
Stregate e magiche sono le fotografie di Angela Loveday, simili a scenari teatrali, nelle quali ogni espressione rappresenta un pensiero e raffigura uno stato emotivo e ogni oggetto diventa simbolo e metafora di un atteggiamento psicologico e di una proiezione dell’interiorità dell’artista (Lythium; Witches).
I lavori di Marina Calamai analizzano con ironia le proprietà consolatorie dei dolci e delle sostanze zuccherine. I dolci cappelli parlanti (Sweet hats), vere e proprie sculture colorate e golose, sembrano essere cucinate al momento  e uscite da un caleidoscopio magico. I suoi gioielli sono muffin ricchi di ghiotte creme che danno l’idea di sprigionare profumi irresistibili, provocando desideri incontrollabili (Sweet Emotion installazione sonora).
Anche la poetica espressiva di Alice Olimpia Attanasio si fonda su materiale zuccheroso che si trasforma in medicinale portentoso. A metà tra l’ironico e l’inquietante è il video The Clinic, un viaggio fantastico tra flebo di caramelline dai colori pastello e medicine dolci. Un tentativo di esorcizzare la morte, la sofferenza, la caducità della vita.
Che dire? L’emozione è tanta: non rimane che attendere, al più presto, la proposizione da parte di Biffi Arte degli altri due atti…
Silvia Bonomini
Mostra visitata il 1 febbraio 2014
Dal 25 gennaio al 9 marzo 2014
Femminile, Plurale
Primo atto: L’interiorità, lo sguardo dentro
P.zza Sant’Antonino – Via Chiapponi, 39, Piacenza
Orari: da martedì a domenica dalle 11:00 alle 19:00

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