Categorie: toscana

fino all’11.XI.2007 | Enzo Sellerio | Firenze, Mnaf

di - 21 Settembre 2007
In Sicilia, l’occhio non è discreto. Nessuno passa inosservato, nessuno può osservare inosservato. Lo sguardo -di un passante, di un estraneo, di un fotografo- è un’invasione poiché viola una sacralità. Sacralità di un popolo che sopravvive a stento, annidato nel ventre oppresso di Palermo o nelle strade diroccate del giallo entroterra, inchiodato nella resistenza al nulla incombente.
Eppure il siciliano, anche se sospetta, non ama nascondersi, preferisce raccontare le sue storie con naturalezza, avvolte in un misto di orgogliosa e misteriosa bellezza. Sorrisi, volti scontrosi, braccia conserte, sguardi di sofferenza: nelle fotografie di Enzo Sellerio (Palermo, 1924) c’è un’enciclopedia della distanza tra uomini, afflitti dalla tragicomica realtà, e lo sguardo della fotografia, partecipe ma separato. Sono gli anni ’50, l’Italia della ricostruzione è in bilico fra la propaganda televisiva e la miseria del Mezzogiorno, fra modernità spavalda e silenziosa resistenza dei mortali. L’eco della cultura neorealista, gramsciana, è vivido nella formazione di Sellerio: la tensione verso il mondo popolare, il ritratto di un’umanità lontana e offesa. Sono impegno intellettuale e partecipazione emotiva a spingere verso miseria e sopportazione, non l’idealizzazione ingenua dell’incontro del borghese con un immaginario folkloristico in cui consumare la propria bohème. Cosa che del resto vale per tanti intellettuali e artisti palermitani -da Guttuso a Emma Dante, da Rosa Balistreri a Ciprì e Maresco– che faranno del popolo siciliano una fonte inesauribile d’ispirazione, nella sua problematicità e poeticità, nella sua rabbiosa potenza dialettale.
Le fotografie di Sellerio hanno il sapore dell’Inchiesta a Palermo di Danilo Dolci, attivista e intellettuale che combatteva la mafia insieme ai braccianti. C’è l’amara constatazione della povertà, dell’arretratezza, accanto all’epica di un popolo gioioso, intriso di disarmante bellezza; c’è il racconto che esce dagli occhi e dalle voci di uomini, bambini, strade; c’è l’ironia delle situazioni, eterne o effimere, di una ritualità che trascorre senza tempo.
Cogliere un frammento di realtà, per Sellerio vuol dire rivelare un’interiorità attraverso un gesto, comprendere un mondo attraverso un istante. Una donna si affaccia a un balcone e la carica di seduzione si scioglie in un gioco di sguardi. Un uomo si avvia scanzonato con il suo asino verso il porto, dov’è ancorata la portaerei Independence in occasione delle elezioni del 1960. L’incontro fra arcaico e storia, nella forma fotografica, è quasi un calvario, il compimento di un cammino segnato.

L’orizzonte implacabile della modernità, vissuto con l’umiltà rassegnata dell’uomo comune. Il racconto in Sellerio non è narrativo ma poetico, sfiora l’agilità del verso o della battuta, la forza allusiva della saggezza.
Dopo la rivelazione delle strade siciliane, la carriera di Sellerio, che a metà degli anni ‘60 conosce uno straordinario successo, lo conduce all’estero per conto di agenzie fotografiche come Vogue e Fortune. Ritratti di Arthur Miller, Christo, Saul Steinberg, a testimonianza di un rapporto -e di una capacità di interpretarne i volti e le personalità- con esponenti di primo piano della cultura internazionale e italiana (Sordi, Gassman e lo splendido scatto a Ignazio Buttitta). Un cosmopolitismo palermitano che misura la grandezza del mondo con il passo di chi non vuole abbandonare la propria terra. Cosmopolitismo che è anche quello di Sciascia, amico fraterno di Sellerio, autore paradigmatico nel dimostrare quanto stimoli e divagazioni culturali passino sempre per la scatola della sicilianità. A riprova del legame con Palermo, arriva nel ‘69 la fondazione, insieme alla moglie, della casa editrice, alla quale Sciascia collabora sin dagli inizi.
La mostra arriva a Firenze dopo Palermo e Siracusa, e come ultima tappa prevede lo spazio Metropol di Milano. Il Museo Alinari, inaugurato nel 2006, ospita così un’altra esposizione di alto livello.

articoli correlati
Fotografare il sud: un libro
link correlati
La storia di Sellerio editore

claudio gulli
mostra visitata il 12 settembre 2007






dal 12 settembre all’11 novembre 2007 – Enzo Sellerio – Fermoimmagine
Mnaf – Museo Nazionale Alinari della Fotografia, piazza Santa Maria Novella 14, Firenze
Orario: tutti i giorni 9,30-19,30; sabato chiusura ore 23,30; chiuso il mercoledì (la biglietteria chiude 30 minuti prima) – Ingresso: intero 9,00 Euro (comprendente mostra + Museo); ridotto 7,50 Euro (Gruppi min. 10 persone, convenzioni, militari, ragazzi/studenti, over 65 anni, universitari, residenti a Firenze, famiglie, fruitori di audioguide) gratis: Bambini fino a 5 anni, Ingresso scuole: Euro 4,00 cad.
Il museo offre un ampio ventaglio di servizi didattica, audioguide in lingua e per non vedenti. Per maggiori informazioni consultare il sito www.alinarifondazione.it
Catalogo Alinari a cura di Enzo Sellerio e Monica Maffioli, in mostra 39 Euro, in libreria 50 Euro
Info: tel. +39 055216310; fax +39 0552646990; mnaf@alinari.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30