La confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa –CNA- Asolo, con il patrocinio del Comune di Asolo, ospitano presso l’Antico Maglio di Pagnano D’Asolo la mostra degli artisti Antonio Favale e Luciano Longo. La cornice del luogo contribuisce a creare una sottile armonia con le opere esposte; i rumori che hanno dato vita all’antica fucina del fabbro sembrano rivivere con i colpi di scalpello di Luciano Longo, mentre gli acquerelli di Antonio Favale creano un’atmosfera d’altri tempi con paesaggi misteriosi, dove l’essere umano è assente.
Luciano Logo, come sottolinea il critico Prof. Eugenio Manzato “nelle sue opere ricerca il rapporto intenso tra il soggetto rappresentato ed il materiale in un fluire quasi ritmico di forme e di colori: coglie il soggetto nel suo essere, entra con lo spirito nella materia e poi seguendo l’esempio della natura, plasma la propria creatura segnandone i passaggi, evidenziando le sue doti taumaturgiche”.
E’ un lavoro fatto di silenzi, di meditazione, di osservazione, per cogliere quei segni vitali che la materia ha in sé, per non incidere con un gesto poco accorto ciò che la natura da sola ha già generato.
Il volto, con gli occhi socchiusi, sembra assorto nella contemplazione, mentre le forme del corpo lasciano leggere la passione, la drammaticità e la forza della vita.
Ciò che colpisce ancora è la dolcezza che queste sculture racchiudono, quasi assaporassero il gusto di essere modellate. Inoltre, la scelta dell’artista di lasciare alcune parti dell’opera ancora grezza, sembra nascere dalla volontà di mantenere un legame tra ciò che l’opera manifesta e quelle che sono le sue origini, una sorta di cordone ombelicale che unisce la materia alla realizzazione della figura stessa.
La decisione di inserire le sculture tra i quadri ad acquerello di Antonio Favale, sottolinea le affinità che ci sono tra i due artisti: l’incontro con la natura, la ricerca di materiali che si alternano agli elementi classici e quel modo di vivere l’opera d’arte come esperienza propria, o come sogno e desiderio.
I dipinti di Antonio Favale narrano di cose e di persone, di luoghi caratterizzati da finestre aperte e chiuse, di libri letti e non, di melanconiche passeggiate asolane. Gli acquerelli si distinguono sia per l’originalità con cui i tenui colori dei paesaggi si alternano ai verdi decisi, soprattutto nelle opere ispirate al tema dei libri, sia per la pennellata agitata con cui l’artista realizza i corsi d’acqua, secondo il più tradizionale impressionismo veneto. Tuttavia, Favale sa anche modernizzare la tecnica antichissima dell’acquerello attraverso delle inserzioni nei quadri di ceramica e mosaico, i quali, diventando elementi figurativi essenziali, contribuiscono a rendere particolarmente originali le sue opere.
Visitando la mostra di questi due artisti, non manca poi l’occasione di poter apprezzare il recupero dell’intero edificio del Maglio di Pagnano D’Asolo, quasi una mostra dell’artigianato inserita in un ambiente artistico di straordinario valore, a cui va riconosciuto al Comune di Asolo la sensibilità di avere sostenuto il suo recupero.
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Lidia Mazzetto
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