Al 3073 di Calle Malipiero, inserito nella vitale scena dellâarte contemporanea veneziana â che va dalla Biennale alla collezione Pinault, allâAccademia fino alle gallerie private â ha sede un centro espositivo no-profit dedito a sperimentazioni artistiche dal forte accento curatoriale: luogo ideale per la sound art di Dario Lazzaretto (Padova, 1975). Allâinaugurazione, sollecitato a prendere parte attivamente, il pubblico segue un allestimento di tre lavori inseriti in un coerente percorso unitario dalla curatrice Elena Squizzato.
Nella prima sala sulla calle, ha luogo âSound of thousand scratchesâ, unâinstallazione performativa dove agli scratches, rumori e fruscii di fondo, lâinattesa caduta di fogli appallottolati genera eventi collegati da un insondabile legame. Il corto circuito percettivo che ne scaturisce stimola lo spettatore a proseguire con lâinstallazione multimediale âWhispering woodâ: un rassicurante cinguettio si diffonde nella penombra di un âsacro boscoâ, sagome di alberi in faesite, per un ancestrale richiamo alla natura. Sensazioni che, come in un fil rouge, ritornano nella scultura-conchiglia âMemoryâ, in cui un pulsante rosso, se premuto, fa riecheggiare un sonoro in cui al verso stridulo dei gabbiani fa da controcanto il ritmo incessante delle onde.
A questa prima parte âsensorialeâ, gli spazi al secondo piano introducono a una lettura degli eventi performativi. Nella terza sala un video mostra Lazzaretto allâopera, ma è necessario un successivo passaggio per la comprensione del percorso: dalla soglia dellâultimo ambiente lâartista, di spalle, crea work in progress i disegni a china lanciandoli poi nel vuoto della prima sala. Con un loop di sette secondi, una fotocellula segnala a Lazzaretto la presenza del pubblico facendo girare delle setole che, graffiando la carta, producono gli scratches.
Dal titolo dellâesposizione, unâulteriore chiave interpretativa: âWysiwygâ (acronimo informatico dallâinglese âWhat You See Is What You Getâ, ovvero âquello che vedi è quello che èâ) viene opportunamente mutato da Lazzaretto in âWysinwygâ (âquello che vedi non è quello che èâ). Se gli alberi di âWhispering woodâ sembrano rassicuranti, a unâocchiata piĂš attenta si rivelano inquientanti grattacieli finestrati e il cinguettio altro non è che un suono artificiale, come enunciato dal video a supporto dellâinstallazione: âthe / sound / signal / of / danger / for / blind / people / in / Tokyoâs / subway / stations /are / elettronic / birdâs / singingâ. Anche lo sciabordio delle onde di âMemoryâ, in un continuo gioco di illusione sonora, è in realtĂ un effetto della voce di Lazzaretto.
Tutto ciò fino allâ âirruzioneâ del prossimo artista, tra le installazioni di Lazzaretto, che darĂ vita ad unâaltra storiaâŚ
enrico padovani
mostra visitata il 7 marzo 2012
dal 7 marzo al 20 marzo 2012
Dario Lazzaretto â Wysinwyg. What You See Is Not What You Get
a cura di Elena Squizzato
A + A â Centro Espositivo Sloveno
Calle Malipiero 3073 (San Marco) â 30124 Venezia
Orario: da martedĂŹ a sabato 11-14/15-18
Info: tel. e fax +39 041 2770466 â info@aplusa.itâ www.dariolazzaretto.it
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