Fra tradizione e tecnologia, Venezia riscopre in questa
XIX edizione della Miniartextil, la quinta in terra lagunare, tutte le potenzialità
espressive dell’arte tessile contemporanea, forma artistica che torna ad affermare
prepotentemente la propria autonomia e si rivela terreno fertile per strutture
e iconografie in costante evoluzione.
È la celebre romanza pucciniana – … E lucean le
stelle – a dare
il titolo al tema attorno al quale si confrontano, attraverso 54 minitessili e
5 installazioni, artisti di 40 paesi, alcuni esordienti, altri già affermati
come i giapponesi Kyoko Tsujita e Takushi Aono.
Le dimensioni ridotte (cm 20x20x20) rendono i minitessili
sculture fragili e delicate che sembrano dilatarsi all’infinito, proiettando lo
sguardo del visitatore verso mondi lontani nello spazio e nel tempo. E quasi
non ci si accorge che i materiali usati appartengono alla quotidianità: fili,
fibre, cotone, carta pressata, spilli. La materia sembra rinnegare se stessa:
gioca con la luce per enfatizzare la propria evanescenza, la scompone, ne usa i
riflessi, la proietta su sfondi neri per evocare profondità cosmiche.
Sono frammenti di una dimensione tutta umana, echi di un
fare artistico tradizionalmente legato all’artigianato, che dimostra le proprie
capacità di adattamento a un terzo millennio che impone sempre più stili e
materiali che sappiano coniugare tradizione e innovazione scientifica in un
rapporto di reciproca contaminazione.
Come attraverso l’oculare di un telescopio, i led luminosi
di Meditation
del giapponese Hiroko Watanabe riportano alla mente immagini di galassie e nebulose lontane;
i globi in carta pressata sovrapposti di Space In, realizzato dalla giovanissima
artista ceca Dagmar Smetanova, sembrano invece alludere alla pluralità di mondi paralleli, in un
implicito invito a superare la sempre più radicata concezione antropocentrica
dell’universo.
Il respiro si dilata con le grandi installazioni del piano
terra: luce e vuoto sono gli elementi fondamentali della suggestiva Ferita-Cosmo di Takushi Aono, un’ampia cascata di fili in
nylon e ferro ai quali sono agganciati piccoli spilli che riflettono la luce,
conferendo alla struttura la luminosità confusa e cangiante di una nebulosa.
Con il grande arazzo Koku di Shihoko
Fukumoto il
tessere ritrova infine la sua consistenza più tradizionale: non è più
l’antimateria a prevalere sulla materia, ma sono gli intrecci, i vibranti
riflessi della luce sul tessuto a catturare, materializzare e concretizzare lo
spazio, a trascinarlo e ingabbiarlo in una dimensione che torna a essere umana.
Miniartextil 2007
laura cigana
mostra visitata il 3 agosto 2010
dal 18 giugno al 28 agosto 2010
Miniartextil 2010 – …E lucean le stelle
a cura di Luciano Caramel
Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto e
del Costume
Santa Croce, 1992 – 30135 Venezia
Orario: da martedì a domenica ore 10-17 (la biglietteria
chiude mezz’ora prima)
Ingresso: intero € 4,50; ridotto € 3
Catalogo JMD
Info: tel. 848082000 / +39
041721798; mkt.musei@fmcvenezia.it; www.museiciviciveneziani.it
[exibart]
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