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Fino al 6.I.2002 | Divina Eleonora: i ricordi della Duse a Venezia | Venezia, Fondazione Giorgio Cini

di - 13 Ottobre 2001

Una mostra-wunderkammer celebra a Venezia la vita e l’arte di Eleonora Duse (1858/1924), l’attrice così amata nei teatri e nei salotti mondani quanto sola e tormentata nel privato. Un’esistenza girovaga la sua, piena di successi ma anche di abbandoni: ricca di fascino e cultura, amica di artisti e personaggi mondani, sempre alla ribalta delle cronache per le numerose tournèe o le chiacchierate storie d’amore. Si legò inoltre a personalità come il letterato Arrigo Boito o l’immaginifico D’Annunzio.
A renderla ‘divina’ contribuì il suo modo di recitare naturale, privo di pose accademiche ma adorno di un’inimitabile eleganza. Noto fu il suo rifiuto del make-up e l’originalità nelle scelte del vestiario: era piuttosto trasandata durante il giorno, come ai tempi penosi degli inizi, e sfavillante sulle scene, incurante nell’uso del viola porta-sfortuna, esigente nel chiedere di avere un manto di colore blu ‘come il lago di Pallanza alle quattro del pomeriggio’. Alcuni capi d’abbigliamento del suo prezioso guardaroba, spesso ordinato alle più belle maison di moda dell’epoca, da Poiret a Worth all’amico Fortuny (che le dedicò il ‘modello Eleonora’, un abito di velluto rosso con stampati motivi in oro), sono visibili in mostra, indossati da manichini su sfondo di drappeggi dorati. È un allestimento volutamente teatrale quello in cui si collocano questi straordinari cimeli, disposti dal maestro Pier Luigi Pizzi, coreografo e regista, con l’intenzione di evocare un’atmosfera, di ricostruire l’ambiente raffinato e lo spirito del tempo, quasi a porgere un ulteriore omaggio alla Divina che, egli afferma, era ‘una donna per la quale non ci sono state barriere tra i luoghi del teatro e quelli della vita’. Ecco allora una gondola vera che si staglia nell’ambiente buio della prima sala, tra i pannelli che ritraggono l’attrice, la scrivania appartenuta al Vate (lo ‘scrittoio del Monco’ della villa Capponcina), un divano in velluto di seta Fortuny, le rarissime fotografie originali che le scattarono importanti autori come Steichen e Nunes Vais o il conte Primoli, i ritratti, i disegni ed i dipinti a olio, l’allestimento che riproduce allusivamente i set dei suoi camerini su cui sono esibite tracce di quotidianità (le scarpe, gli ombrelli, gli occhiali, i libri, i copioni con manoscritte le annotazioni autografe) e di viaggio (il baule, il servizio da tè). Tra gli oggetti, anche il prezioso orologio Cartier con incise due D, regalato forse a D’Annunzio, e manifesti, locandine degli spettacoli, stampe, caricature, bozzetti di scenografie e figurini. Chiude il percorso la proiezione di brani dall’unico film da lei interpretato, ‘Cenere’ di Fabio Mari (1916), in cui vedendola finalmente recitare si possono cogliere con commozione la sua aristocratica solitudine e la testimonianza del grande valore della sua arte.


Stefania Portinari
Mostra visitata il 6 settembre 2001

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Fino al 6.I.2002
Divina Eleonora – Eleonora Duse nella vita e nell’arte
FONDAZIONE GIORGIO CINI
Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
tel. 041.2710211/5289900 – fax. 041.5238540 – e-mail: fondacini@cini.it
– pagine web: , www.cini.it
orari apertura: dalle 10 alle 18 (tutti i giorni)
biglietti: intero £ 12.000 – ridotto £. 9.000
Catalogo Marsilio Editori
(come arrivare: da Ferrovia, Piazzale Roma, Tronchetto, San Zaccaria – vaporetto pubblico Actv linea 82 direzione Giudecca, ogni 10 minuti)



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