Categorie: venezia

fino al 6.XI.2005 | Henri Foucault – Satori | Venezia, Palazzo Fortuny

di - 15 Settembre 2005

Come si sa, l’offerta artistica veneziana nei mesi della Biennale è sovrabbondante, e tra manifestazioni ufficiali, mostre a latere, eventi in galleria e quant’altro, molto spesso può capitare di essere disorientati, se non proprio frastornati. Ma talvolta girare per le calli può portare a delle sorprese inaspettate: ed è il caso di Henri Foucault (Versailles, 1954), scelto dalla Francia come unico rappresentante nell’ambito della sezione parallela della kermesse lagunare. Nel palazzo (in restauro da tempo immemore) che l’estroso Mariano Fortuny aveva utilizzato anche come atelier nei suoi anni di permanenza nella città, l’artista francese accoglie il visitatore con Sosein, opera di enorme dimensione (più di 16 mt x 4) caratterizzata dalla ripetizione euritmica di una stessa matrice di corpi femminili. I profili di donna a dimensione naturale e in forte contrasto su uno sfondo nero sono quasi una citazione dei Rayograph di Man Ray. Poi avvicinandosi si cominciano a scorgere i mille vuoti delle fotografie: sono state bucherellate ossessivamente (o forse, meglio, metodicamente) sulla superficie con un punzone rotondo, svelando una trama in opposizione cromatica con la superficie. Il colpo d’occhio è notevole e particolarmente riuscita è la dinamica della serialità che dà un forte senso di misura: si potrebbe dire che repetita iuvant. E l’artista sembra insistere sul concetto di terza dimensione applicato alla fotografia (cui è stato quasi sempre vietato se non con il ricorso ad escamotage di natura ottica) e sulla possibilità di espandere la superficie con interventi manipolatori sottrattivi/additivi.

È Satori, in cui le foto di donne a mò di silhouette vengono punteggiate da migliaia di spilli di acciaio le cui capocchie catturano ed irradiano la luce in mille differenti direzioni. Il titolo dell’opera è una citazione dell’Impero dei segni di Roland Barthes in cui l’autore spiega come l’esperienza dell’interpretazione di segni e immagini sia “il punto di partenza di un tentennamento visuale simile alla perdita dei sensi che lo zen definisce satori”. E Foucault riesce a trasmettere il senso di spiazzamento, accentuato dal fatto che gli spilli, di cui però si percepisce la luce, sono visibili solo avvicinandosi all’opera. Talvolta lezioso o afono (come nell’ingranaggio similmeccanico di Axe, decisamente fuori contesto), l’artista transalpino crea un’interazione non banale nelle Vitrine, dove opere fotografiche di Fortuny vengono accoste alle proprie. Ma è nel video Macula (è la parte di retina più sensibile) in cui una donna danza ruotando attorno a sé stessa, che lascia decisamente il segno. Coniugando spaesamento spaziale e toccante leggerezza.

link correlati
Il sito dell’artista con biografia, mostre, immagini ed approfondimenti critici

daniele capra
mostra visitata il 6 agosto 2005


Henri Foucault. Satori
a cura di Dominique Païni
Venezia, Palazzo Fortuny, San Marco 3780
da martedì a domenica 10.00-18.00; biglietteria 10.00-17.30
ingresso libero
mkt.musei@comune.venezia.it
www.museiciviciveneziani.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

IPER, il festival che prova a riscrivere l’idea di città, partendo dalle periferie di Roma

Dal Quadraro al Corviale, il festival IPER attraversa le periferie di Roma con performance, arte pubblica e pratiche urbane, per…

28 Maggio 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

Un ex opificio nella Grecìa Salentina racconta una nuova idea di territorio: il caso di Palazzo Mandurino

A Zollino, nel cuore della Grecìa Salentina, l’ex tabacchificio Palazzo Mandurino diventa spazio di ospitalità e memoria culturale

28 Maggio 2026 14:00
  • Mercato

Art Basel Paris alza la posta: tutte le novità dell’edizione 2026

Con 200 gallerie da 41 Paesi sotto la cupola del Grand Palais, la quinta edizione della fiera consolida il ruolo…

28 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Pablo Atchugarry scolpisce la spiritualità della luce: la mostra alla GNAMC di Roma

La GNAMC di Roma dedica all’artista uruguaiano Pablo Atchugarry una mostra in cui marmo, legno e metallo dialogano in un…

28 Maggio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Cremona Contemporanea 2026: la città come sistema culturale diffuso

Cremona si apre alla creatività contemporanea: mostre, progetti e interventi site specific attraversano palazzi storici e luoghi poco conosciuti della…

28 Maggio 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Vicenza Arte Contemporanea apre le porte della Collezione Bonollo

L'Associazione Vicenza Arte Contemporanea avvia le proprie attività con una selezione di opere dalla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo,…

28 Maggio 2026 9:17